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Curriculum da badante: esempio e referenze

Come scrivere un curriculum da badante: esempio di esperienza, livelli BS, CS e DS del CCNL domestico, referenze e attestati che le famiglie guardano.

7 min di lettura
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In Italia il lavoro di cura non manca. L'Osservatorio INPS sui lavoratori domestici, pubblicato il 19 giugno 2026, conta 804.464 persone con almeno un contributo versato nel 2025 e per il secondo anno di fila le badanti superano le colf, 51,3 per cento contro 48,7. Le famiglie cercano assistenza, e la cercano sempre di più.

Quello che spesso non funziona è l'incontro fra chi cerca e chi si offre. Il curriculum è il primo pezzo di quell'incontro, e conviene scriverlo sapendo chi lo legge. Non è un selezionatore di professione. È la figlia o il figlio di una persona anziana, alle dieci di sera, sul telefono, con altri cinque CV aperti e una decisione da prendere entro il fine settimana. Quella persona non sa leggere un curriculum, sa solo cosa la spaventa.

Chi legge il tuo CV, e sono tre lettori diversi

Il primo lettore è la famiglia, raggiunta tramite Subito.it, i gruppi Facebook di quartiere, il passaparola o la bacheca della parrocchia. Cerca rassicurazione: chi sei, cosa hai già fatto, chi può garantire per te.

Il secondo è l'agenzia o la cooperativa sociale. Legge come un ufficio del personale: inquadramento contrattuale, ore di disponibilità, documenti in regola, attestati.

Il terzo è lo sportello pubblico. Regione Lombardia ha istituito con la legge regionale 15/2015 il Registro degli assistenti familiari, a cui ci si iscrive tramite gli sportelli comunali, e la Regione Emilia-Romagna gestisce una rete di sportelli assistenti familiari che fanno orientamento e incrocio fra domanda e offerta. Qui il tuo CV finisce dentro una banca dati e viene filtrato per requisiti, quindi le informazioni devono essere esplicite, non sottintese.

Il CV giusto è uno solo e deve reggere tutti e tre: la struttura ordinata che vuole l'agenzia, il linguaggio semplice che serve alla famiglia.

Le tre informazioni che vanno nella prima schermata

Sotto il nome, prima di qualsiasi racconto, servono tre cose. Quasi nessun curriculum da badante le mette in alto, ed è il motivo per cui tanti restano senza risposta.

Disponibilità. Convivente, diurna, notturna, a ore. Quante ore, quali giorni, in quale zona e fino a che distanza ti sposti. "Disponibilità immediata" da sola non dice nulla.

Tipo di assistenza già svolta. Persona autosufficiente, parzialmente autosufficiente o non autosufficiente. E la condizione: demenza, Alzheimer, Parkinson, esiti di ictus, persona allettata. È la prima domanda che la famiglia farebbe al telefono.

Referenze contattabili. Non "referenze disponibili su richiesta", ma nome, rapporto con la persona assistita e numero di telefono di chi ha già accettato di rispondere.

Un esempio di intestazione che funziona:

Maria Ionescu, assistente familiare Torino e prima cintura, automunita, patente B Disponibile come convivente dal 15 ottobre, in alternativa diurna dal lunedì al venerdì Quattro anni di assistenza a persona non autosufficiente con demenza, ultimi otto mesi allettata Referenze: Sig.ra Elena Bruno, figlia della persona assistita, 3XX XXXXXXX

Il livello contrattuale è un'informazione da mettere nel CV

Chi assume una badante applica il contratto collettivo del lavoro domestico, e l'inquadramento cambia la busta paga in modo netto. Le tabelle retributive in vigore dal 1 gennaio 2026 pubblicate da Assindatcolf, una delle associazioni datoriali che firmano il contratto, danno per i lavoratori conviventi 1.053,39 euro al mese al livello BS, 1.193,84 al livello CS e 1.474,73 al livello DS più un'indennità di 207,69 euro. Per chi non convive le stesse tabelle indicano 7,45 euro l'ora al BS, 8,30 al CS e 9,97 al DS.

La differenza fra CS e DS non è l'anzianità: è la formazione. Il livello DS spetta a chi assiste una persona non autosufficiente ed è in possesso di un attestato di operatore socio sanitario (OSS) o di ausiliario socio assistenziale (ASA) conseguito in un corso riconosciuto dalla Regione di almeno 500 ore. Se quell'attestato ce l'hai, non lasciarlo in fondo alla pagina fra i corsi: mettilo accanto al nome. Vale diverse centinaia di euro al mese di differenza e la famiglia, che spesso non conosce i livelli, va informata.

C'è un secondo riconoscimento economico che quasi nessuno cita nel CV. La norma UNI 11766:2019 dell'Ente Italiano di Normazione definisce i requisiti di conoscenza e competenza dell'assistente familiare, e chi ottiene la certificazione da un organismo accreditato ha diritto a un'indennità prevista dal contratto, che nelle tabelle Assindatcolf 2026 vale 119,66 euro al mese oppure 0,70 euro l'ora. Per certificarsi servono la conoscenza dell'italiano, un percorso formativo e almeno dodici mesi di lavoro regolare nell'assistenza familiare.

L'esperienza: prima e dopo

Questo è il paragrafo tipico che arriva alle famiglie.

Ho lavorato per una famiglia di Torino come badante, occupandomi di una signora anziana. Sono una persona seria, affidabile, puntuale e amo il mio lavoro. Ho ottime capacità relazionali.

Non contiene una sola informazione utile. Ecco la stessa esperienza riscritta:

Assistente familiare convivente, famiglia privata, Torino Da marzo 2022 a maggio 2026 (4 anni e 2 mesi), inquadramento CS, 54 ore settimanali Assistenza a signora di 87 anni con demenza di Alzheimer in fase moderata, non autosufficiente e allettata negli ultimi otto mesi.

  • Igiene personale a letto, mobilizzazione con sollevatore e cambio postura ogni 3 ore per la prevenzione delle lesioni da decubito
  • Somministrazione della terapia orale secondo lo schema del medico di base, rilevazione della glicemia due volte al giorno con annotazione su diario
  • Preparazione dei pasti a consistenza modificata su indicazione della logopedista, gestione della spesa e del bilancio settimanale della casa
  • Accompagnamento alle visite specialistiche, ritiro dei farmaci e rapporti con il medico curante
  • Referenza contattabile: la figlia della persona assistita

La regola è semplice. Scrivi la condizione della persona che hai assistito, gli atti concreti che facevi e con quale frequenza. Chi legge sta cercando di capire se te la caveresti con sua madre, e lo capisce solo dai dettagli.

Attestati, lingua e documenti

Metti in una sezione a parte, con anno e ente che ha rilasciato il titolo: attestato OSS o ASA con il monte ore e la Regione, certificazione UNI 11766 se ce l'hai, corso di primo soccorso o BLSD, corso HACCP se cucini, corso di mobilizzazione o di assistenza a persone con demenza.

Per l'italiano usa i livelli del quadro europeo, A2, B1, B2, e non aggettivi come "buono". Se hai una certificazione CILS o CELI scrivila con l'anno.

Se sei cittadina o cittadino non comunitario, indica tipo e scadenza del permesso di soggiorno nella riga dei contatti. Ha un peso concreto: per il 2026 il decreto flussi ha messo a disposizione 13.600 ingressi per l'assistenza familiare, mentre sul portale del Ministero dell'Interno erano state precaricate 48.877 istanze per colf, badanti e baby sitter, oltre tre volte la quota disponibile, come ha riportato Assindatcolf a febbraio 2026. Chi ha già un permesso valido è avvantaggiato e deve dirlo subito, perché la famiglia teme proprio quel tipo di attesa.

Le referenze si preparano prima, non dopo

La lettera di referenze è il documento che le famiglie leggono più volentieri del CV stesso. La guida di Indeed Italia sulla lettera di referenze per badante consiglia di chiederla mentre il rapporto è ancora in corso, quando chi la scrive ha i ricordi freschi e nessun motivo per rimandare.

Due accortezze pratiche. Chiedi sempre il permesso prima di lasciare il numero di qualcuno a estranei. E non scrivere nel curriculum il cognome completo, l'indirizzo o le condizioni cliniche delle famiglie per cui hai lavorato: sono dati di persone che non ti hanno autorizzata a diffonderli. "Signora di 87 anni con demenza, zona Crocetta a Torino" basta e avanza.

Riepilogo professionale, quattro righe e via

Assistente familiare con sei anni di esperienza in assistenza a persone non autosufficienti a domicilio, di cui quattro in convivenza. Attestato ASA da 800 ore rilasciato dalla Regione Piemonte nel 2021. Pratica di mobilizzazione con sollevatore, gestione della terapia orale e assistenza a persone con demenza. Italiano B2, patente B, disponibile come convivente su Torino e cintura.

Quattro righe, zero aggettivi sul carattere. La serietà si dimostra con le referenze, non dichiarandola.

Dove mandarlo davvero

Iscriviti al registro o allo sportello per assistenti familiari del tuo Comune, dove esiste: è gratuito e le famiglie ci passano perché si fidano del canale pubblico. Poi le agenzie per il lavoro e le cooperative sociali della zona, i patronati e le Acli, le parrocchie e la Caritas, e solo dopo gli annunci su Subito.it e Indeed.

Sulla geografia i dati INPS del 2025 sono chiari: il 30,7 per cento dei lavoratori domestici sta nel Nord Ovest, la sola Lombardia ne conta 156.316, il 19,4 per cento del totale nazionale, seguita da Lazio con il 14,1 e Toscana con l'8,9. Se sei disposta a spostarti, è lì che il mercato è più profondo.

La checklist prima di inviare

Disponibilità e zona nelle prime tre righe. Tipo di non autosufficienza già seguita. Almeno una referenza con nome e numero. Attestato regionale visibile in alto se ce l'hai. Nessun nome o indirizzo di famiglie precedenti. Foto sobria, che nel lavoro domestico aiuta davvero perché stai entrando in casa di qualcuno. Una pagina, due al massimo. E la formula "Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679" in fondo.

Se l'impaginazione ti blocca più del contenuto, puoi partire da un modello già impostato e concentrarti su quello che conta: le referenze e i dettagli del lavoro che hai fatto.

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