Curriculum da cuoco: esempio, numeri e livello CCNL
Come scrivere un curriculum da cuoco in Italia: partite, coperti, food cost, HACCP e livello CCNL, con un profilo e un blocco esperienza pronti da copiare.
Laddro Team

In cucina il lavoro c'è. Nel trimestre aprile giugno 2026 la sola ristorazione cercava 301.000 addetti, oltre il 70 per cento di tutta la domanda del macrosettore turismo, e tra le figure più richieste ci sono proprio aiuto cuochi e cuochi: sono i dati di Confesercenti-CST su base Unioncamere e Ministero del Lavoro, Sistema informativo Excelsior. Lo stesso rilevamento indica che il 44 per cento di quelle posizioni è considerato difficile da coprire. Il Rapporto Ristorazione 2026 della FIPE racconta la stessa cosa dal lato dei locali: un'impresa su due dichiara di non riuscire a trovare personale.
Poi però mandi il curriculum a otto ristoranti e non ti richiama nessuno. Non è una contraddizione. Chi apre la casella di posta di un ristorante trova venti CV che dicono tutti la stessa identica cosa: "preparazione primi e secondi, gestione della linea, pulizia della postazione". Nessuna di queste righe dice a un titolare se sai reggere duecento coperti di sabato sera o se hai fatto solo mense da sessanta.
Qui trovi come si scrive un curriculum da cuoco che passa la prima scrematura, con un profilo di esempio, un blocco esperienza già pronto e i numeri che vale la pena mettere.
Chi legge il tuo CV e cosa cerca nei primi secondi
Dall'altra parte c'è il titolare, lo chef o l'executive chef, oppure il selezionatore di un'agenzia. Cliclavoro, il portale del Ministero del Lavoro, ricorda che un curriculum viene guardato per pochi secondi in prima battuta e che non dovrebbe superare le due pagine. In cucina quei secondi servono a rispondere a quattro domande.
La prima: che tipo di cucina hai fatto. Ristorante à la carte, hotel con mezza pensione, ristorazione collettiva, banqueting e catering, pizzeria, gastronomia. Sono mestieri diversi, con ritmi e attrezzature diverse, e chi assume lo sa benissimo.
La seconda: quanti coperti. Un cuoco che viene da un agriturismo con quaranta coperti e uno che arriva da un hotel con trecento mezze pensioni non stanno facendo lo stesso lavoro, anche se sul CV scrivono la stessa parola.
La terza: che ruolo avevi dentro la brigata. Capo partita ai primi, capo partita ai secondi, unico in cucina, aiuto, commis. È l'informazione che manca quasi sempre e che vale più di ogni elenco di piatti.
La quarta: se puoi iniziare. Disponibilità a doppio turno, festivi, stagione completa, alloggio. Nelle zone stagionali come la Riviera romagnola, il lago di Garda, la Costa Smeralda, l'Alto Adige o Cortina questa riga sposta più di mezzo colloquio.
La struttura che funziona
Due pagine al massimo, una se hai meno di cinque anni di esperienza. In ordine:
- Nome, città, cellulare, email, patente e disponibilità a trasferirti.
- Tre o quattro righe di riepilogo professionale in cima.
- Esperienze in ordine dalla più recente, con nome del locale, città, tipo di cucina, ruolo e periodo.
- Formazione: istituto alberghiero, corsi, attestati.
- Competenze tecniche vere, non aggettivi.
- Lingue, se lavori o vuoi lavorare in strutture turistiche.
- Consenso al trattamento dei dati, in fondo.
Il riepilogo in cima è la parte che quasi tutti sprecano. Confronta queste due versioni.
Versione debole: "Cuoco appassionato e motivato, amante della buona cucina, con esperienza pluriennale nel settore della ristorazione. Serio, preciso, capace di lavorare in team."
Versione che fa richiamare: "Cuoco con 7 anni di cucina italiana à la carte, ultimi 3 come capo partita ai secondi in un ristorante di 120 coperti a Bologna. Abituato a servizi da 180 coperti nei weekend, gestione ordini e food cost della partita. HACCP aggiornato, disponibile per stagione o annuale, anche fuori regione."
La seconda dice al titolare tipo di cucina, volume, ruolo, responsabilità e disponibilità in quattro righe. La prima non dice niente che non potrebbe scrivere chiunque.
I numeri che un ristoratore capisce
Il modo più veloce per far salire il tuo CV sopra gli altri è sostituire i verbi generici con quantità verificabili. Non serve inventare: i numeri li hai già in testa.
Prima: "Preparazione dei piatti secondo le indicazioni dello chef e gestione della postazione."
Dopo: "Capo partita ai primi in brigata di 6 persone, servizi da 120 a 180 coperti nei weekend, circa 90 uscite a servizio dalla mia partita, mise en place e riordino della cella dedicata."
Prima: "Collaborazione nella gestione degli ordini e del magazzino."
Dopo: "Ordini settimanali a 4 fornitori per la partita carne, controllo delle merci in entrata e schede tecniche aggiornate su Excel, food cost della partita tenuto sotto il 30 per cento concordato con lo chef."
Prima: "Rispetto delle norme igieniche."
Dopo: "Responsabile delle schede di autocontrollo HACCP della cucina, temperature e tracciabilità registrate a ogni turno, due ispezioni ASL superate senza rilievi."
I numeri utili in cucina sono sempre gli stessi: coperti a servizio, dimensione della brigata, numero di partite gestite, uscite per servizio, il tetto di food cost che rispettavi, numero di menu o banchetti realizzati, stagioni completate nella stessa struttura. Quest'ultimo conta parecchio, perché in un settore dove la FIPE ha registrato oltre 114.000 dipendenti in meno nel 2025, pari a un calo del 10,3 per cento, chi resta due o tre stagioni nello stesso posto è un segnale forte.
Un blocco esperienza già scritto
Capo partita ai secondi · Ristorante Il Portico, Bologna · marzo 2023 a oggi Ristorante à la carte di cucina emiliana, 120 coperti, brigata di 6 persone.
- Gestione autonoma della partita carne e pesce su servizi da 120 a 180 coperti nei fine settimana.
- Ordini settimanali a 4 fornitori e controllo del food cost della partita, mantenuto sotto il 30 per cento.
- Inserimento e affiancamento di 3 commis nelle ultime due stagioni.
- Redazione delle schede tecniche dei 14 piatti della partita e aggiornamento del menu a ogni cambio stagione.
Cuoco di partita · Hotel Bellariva, Riccione · stagioni 2021 e 2022 (maggio a settembre) Hotel 4 stelle, 220 mezze pensioni, buffet e servizio al tavolo.
- Preparazione dei primi per 220 coperti a servizio con menu a rotazione settimanale.
- Gestione del buffet freddo e del rifornimento in sala durante il servizio.
- Registrazioni HACCP di temperature e abbattimenti a ogni turno.
Nota la struttura: una riga di contesto sotto il titolo, poi punti con numeri. Il contesto è quello che permette a chi legge di capire in un secondo se il tuo passato assomiglia al suo locale.
HACCP, alberghiero e i titoli che contano
L'attestato di formazione HACCP è obbligatorio per chi manipola alimenti ed è personale, quindi va sempre indicato con l'anno di conseguimento o di aggiornamento. Attenzione a un punto che confonde molti: durata del corso, scadenze e modalità di aggiornamento sono stabilite dalle singole Regioni, quindi cambiano a seconda di dove lavori. Secondo gli enti di formazione che erogano i corsi sulla base delle delibere regionali, per le mansioni a contatto diretto con gli alimenti come quella del cuoco il percorso va tipicamente dalle 8 alle 12 ore, e l'attestato va ottenuto prima di iniziare o comunque entro trenta giorni dall'avvio dell'attività. Se ti sposti da una regione all'altra, verifica se serve un aggiornamento: scriverlo aggiornato sul CV e poi non averlo è un problema al primo controllo.
Il diploma di istituto alberghiero va messo con l'indirizzo (enogastronomia, sala e vendita) e l'istituto. Se non ce l'hai, non è una condanna: in cucina il percorso conta più del titolo, e in quel caso le esperienze devono essere ancora più dettagliate. Corsi di pasticceria, panificazione, sottovuoto, cucina senza glutine o allergeni, o percorsi con enti come l'Associazione Italiana Cuochi valgono la pena di una riga ciascuno, con anno e ore.
Dichiarare il livello CCNL giusto
Questo è il dettaglio che fa sembrare esperto un curriculum. Il CCNL Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo classifica i ruoli di cucina su livelli precisi: il capo cuoco sta al 2° livello, il cuoco unico al 3°, il cuoco capo partita al 4°, mentre commis di cucina e figure di primo ingresso stanno al 6° e al 6S a seconda dell'esperienza e del diploma.
Scrivere "Capo partita, inquadramento 4° livello CCNL Pubblici Esercizi" accanto a un'esperienza fa due cose insieme: dice al titolare quanto costi prima ancora del colloquio, e dimostra che conosci il contratto che stai per firmare. Se punti a un salto di livello, dillo esplicitamente nel riepilogo in cima, senza girarci intorno.
Stagionali, extra e contratti brevi
Un CV di cucina pieno di rapporti da tre mesi non è un difetto, è il settore. Diventa un problema solo se sembra disordinato. Raggruppa: se hai fatto quattro stagioni allo stesso hotel, scrivi una voce sola con "stagioni 2022, 2023, 2024, 2025" invece di quattro blocchi. Se hai lavorato come extra per banqueting e catering, mettili sotto una voce unica del tipo "Extra e banqueting, varie strutture, Milano e provincia, 2023 e 2024" con il numero di eventi e i coperti medi. Le pause tra una stagione e l'altra si spiegano in mezza riga, senza scusarsi.
Foto, dati personali e consenso
La foto non è obbligatoria in Italia e in cucina non aggiunge nulla: se la metti, che sia sobria. Non servono data di nascita, stato civile, codice fiscale o indirizzo completo: bastano città e provincia. In fondo al documento va invece il consenso al trattamento dei dati, nella formula che Cliclavoro riporta nella sua guida ufficiale: "Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all'art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all'art. 13 del Regolamento UE 2016/679".
Sul formato: il modello Europass è accettato ovunque ma in un ristorante lo apri raramente, perché occupa spazio con etichette che non servono. Un CV pulito in PDF di una o due pagine funziona meglio, purché il nome del file sia leggibile, ad esempio Rossi-Marco-CV-Cuoco.pdf e non cv definitivo 3.pdf.
Dove mandarlo
Le offerte per la cucina passano da InfoJobs, Indeed e Subito, dalle bacheche di categoria come quella dell'Associazione Italiana Cuochi, dalle agenzie per il lavoro e dai Centri per l'impiego regionali. Ma la candidatura spontanea resta il canale più sottovalutato: in un settore dove metà delle imprese non trova personale, presentarsi di persona a metà pomeriggio, fuori dal servizio, con il CV stampato in mano, funziona ancora molto bene, soprattutto nei locali piccoli.
Se stai scrivendo il tuo da zero, puoi partire da un modello già impostato per gli ATS su Laddro e concentrarti solo sui contenuti: coperti, partite, brigata, food cost. Sono quelli a farti richiamare.
Gli errori che costano il colloquio
Elencare i piatti che sai fare invece dei volumi che hai retto. Scrivere "esperienza pluriennale" senza dire quanti anni e dove. Dimenticare il tipo di cucina, che è il primo filtro mentale di chi legge. Mandare lo stesso identico file a una trattoria e a una catena di ristorazione collettiva. Non indicare la disponibilità, che nel lavoro stagionale è metà della decisione. E il classico: nessun numero di telefono in evidenza, quando in cucina la chiamata arriva spesso lo stesso giorno.