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Lettera di presentazione IT: esempio e come adattarla a ogni annuncio

Come scrivere una lettera di presentazione per una posizione IT in Italia: struttura, esempio completo da copiare, frasi prima e dopo e gli errori da evitare.

8 min di lettura
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C'è un paradosso che chiunque lavori nell'informatica in Italia conosce bene. Da una parte l'Osservatorio delle Competenze Digitali 2025, curato da AICA, Anitec-Assinform e Assintel e presentato a Milano il 20 novembre 2025, calcola che al paese manchino 236mila professionisti ICT per allinearsi alla media europea, e conta circa 136mila annunci ICT pubblicati su LinkedIn in un anno a fronte di 73mila nuovi professionisti entrati sul mercato. Dall'altra parte mandi quindici candidature per una posizione da back end developer e ricevi due risposte automatiche.

La spiegazione non è che il mercato mente. È che le aziende cercano un profilo preciso e ricevono decine di candidature quasi identiche, tutte con lo stesso elenco di tecnologie. La lettera di presentazione è l'unico pezzo della candidatura dove puoi dire perché quell'annuncio e perché tu, e nel settore IT quasi nessuno la scrive bene. Ecco come farla funzionare, con un esempio completo che puoi adattare in dieci minuti.

Quando serve davvero in una candidatura tecnica

Non serve sempre, e fingere il contrario ti fa perdere tempo.

Serve quando ti candidi via email o quando il modulo dell'annuncio ha un campo per il messaggio, cosa frequente su InfoJobs e nelle sezioni "lavora con noi" delle aziende italiane. Serve nelle candidature spontanee, dove sei tu a dover spiegare perché scrivi. Serve quando cambi stack, quando vieni da un settore diverso, quando hai un buco nel CV o quando ti sposti di città, perché sono tutte cose che un selezionatore si chiede leggendo il curriculum e a cui vuole una risposta prima di chiamarti.

Serve meno quando applichi con un click su LinkedIn a una posizione tecnica in una società di consulenza che assume a volume. Lì il primo filtro è quasi sempre lo screening sulle tecnologie, e la lettera viene letta dopo, se viene letta. Anche in quel caso però un paragrafo nel campo note non costa nulla e a volte è quello che ti fa passare davanti a un profilo equivalente.

La struttura: quattro paragrafi, mezza pagina

La guida EURES pubblicata dall'Autorità europea del lavoro il 19 settembre 2025 consiglia tre o quattro paragrafi, e InfoJobs nella sua guida per i candidati indica come misura ideale non più di mezza pagina. Sono numeri coerenti tra loro e coincidono con quello che un recruiter tecnico legge davvero prima di passare al CV.

I quattro blocchi sono questi.

Apertura: chi sei in una riga, quale posizione e dove hai visto l'annuncio. Se hai il nome della persona che gestisce la selezione usalo, e in Italia il "Gentile" seguito da cognome resta la scelta sicura anche in aziende dove poi ci si dà del tu dal primo giorno.

Prova: uno o due risultati concreti collegati a quello che l'annuncio chiede. Non le tecnologie, i risultati ottenuti con quelle tecnologie.

Motivazione: perché quell'azienda. Una frase che dimostri che hai letto qualcosa oltre all'annuncio, il prodotto, il blog tecnico, una talk a Codemotion, il repository pubblico.

Chiusura: disponibilità, eventuale preavviso, saluto. Il preavviso contrattuale è una delle prime cose che un selezionatore italiano deve sapere, quindi scriverlo subito ti fa guadagnare un giro di email.

Leggi l'annuncio come si legge una specifica

Prima di scrivere una riga, apri l'annuncio e isola tre cose: le tecnologie citate nella sezione requisiti, il verbo che descrive cosa farai e il contesto aziendale. Un annuncio che dice "manutenzione evolutiva di applicativi per clienti del settore bancario" e uno che dice "sviluppo di nuove feature sul nostro prodotto SaaS" chiedono la stessa persona con due lettere diverse.

Distingui anche i requisiti veri dai desiderata. Negli annunci italiani la formula "costituisce titolo preferenziale" o "gradita conoscenza di" segnala la seconda categoria. Se copri i requisiti veri e uno dei preferenziali, la lettera deve dirlo nel primo paragrafo di prova, non nascosto in fondo.

Esempio completo da adattare

Annuncio ipotetico: back end developer Java, azienda di prodotto a Bologna, requisiti Java 17, Spring Boot, PostgreSQL, esperienza con API REST, gradita conoscenza di Kubernetes.

Gentile dott.ssa Marchetti,

mi chiamo Luca Ferretti, sono back end developer con quattro anni di esperienza su Java e Spring Boot e le scrivo in merito alla posizione di Back End Developer pubblicata su LinkedIn il 20 agosto.

Nell'ultimo ruolo, in un'azienda di logistica a Modena, ho riscritto il servizio di tracciamento spedizioni passando da un monolite Java 8 a tre servizi Spring Boot su Java 17. I tempi di risposta delle API pubbliche sono scesi da 800 a 210 millisecondi di media e gli errori 5xx sono passati dall'1,8 allo 0,3 per cento nel trimestre successivo al rilascio. Ho progettato lo schema PostgreSQL e le migrazioni con Flyway, e ho seguito il passaggio dei tre servizi su Kubernetes insieme al team infrastruttura.

Mi interessa la vostra posizione perché lavorate su un prodotto vostro e non su commessa. Ho letto l'articolo sul vostro blog tecnico su come avete gestito il versionamento delle API pubbliche, e il problema descritto è esattamente quello che ho affrontato l'anno scorso arrivando a una soluzione diversa dalla vostra. Mi piacerebbe discuterne.

Sono disponibile per un colloquio nelle prossime settimane, con preavviso contrattuale di trenta giorni. Resto a disposizione per qualsiasi informazione.

Cordiali saluti, Luca Ferretti [email protected] · 340 1234567 · github.com/lferretti

Sono poco più di duecento parole. Ogni requisito dell'annuncio compare, il preferenziale su Kubernetes è dentro il paragrafo di prova, e il terzo paragrafo dimostra in due righe una lettura dell'azienda che quasi nessun altro candidato si è preso la briga di fare.

Tre frasi prima e dopo

La differenza tra una lettera che funziona e una che viene saltata sta quasi tutta in questo passaggio.

Prima: "Ho ottime competenze in Java e Spring Boot e sono una persona orientata al problem solving." Dopo: "Ho migrato tre servizi da Java 8 a Java 17 riducendo i tempi di risposta delle API da 800 a 210 millisecondi."

Prima: "Sono appassionato di tecnologia e desidero mettermi in gioco in un contesto stimolante." Dopo: "Cerco un ruolo su un prodotto proprietario dopo tre anni in consulenza, dove ho lavorato su sei progetti diversi senza mai seguirne uno oltre il rilascio."

Prima: "Il mio profilo è in linea con quanto richiesto dalla vostra ricerca." Dopo: "Copro tutti i requisiti tecnici dell'annuncio tranne Kafka, che ho usato solo in un progetto personale, e su cui posso portarmi avanti prima dell'inserimento."

L'ultima è la più controintuitiva e la più efficace. Ammettere il buco toglie al selezionatore il dubbio principale e ti fa apparire come qualcuno che sa valutare il proprio livello, cosa che in un colloquio tecnico conta più di quanto sembri.

Se sei junior o vieni da un altro settore

Il settore assume giovani più della media: secondo il bollettino Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro del 10 luglio 2026, nei servizi informatici e delle telecomunicazioni il 43,5 per cento delle entrate previste è rivolto a under 29. Il problema quindi non è l'età, è che senza esperienza professionale il CV dice poco.

In quel caso il paragrafo di prova si costruisce su tre materiali: un progetto personale con repository pubblico e un README leggibile, un contributo a un progetto open source anche piccolo, un lavoro fatto durante un corso ITS o una laurea triennale con un risultato misurabile. Scrivi cosa hai costruito, con che stack, cosa hai imparato che non sapevi prima e dove si può vedere il codice. Un link a GitHub in fondo alla lettera vale più di tre righe di aggettivi.

Se arrivi da un altro mestiere, il paragrafo di motivazione diventa il più importante: spiega in due frasi da dove vieni, cosa ti ha portato a formarti sullo sviluppo e cosa del lavoro precedente ti torna utile. Chi ha fatto sistemista, contabilità o assistenza clienti ha un vantaggio di dominio che vale la pena nominare esplicitamente.

Formato, invio e software di selezione

Manda la lettera come PDF allegato e ripeti il contenuto, accorciato, nel corpo dell'email. Molti selezionatori italiani leggono le candidature dal telefono e aprono gli allegati dopo. Nomina il file in modo riconoscibile, per esempio Ferretti_Luca_lettera_backend.pdf, e usa un oggetto email che riprenda il titolo esatto della posizione e il riferimento dell'annuncio se c'è.

Sulle parole chiave: usa la stessa formulazione dell'annuncio invece dei sinonimi. Se l'annuncio scrive "Spring Boot" non scrivere "framework Spring", se scrive "API REST" non scrivere "servizi RESTful". I sistemi di screening usati dalle grandi aziende cercano stringhe, e i recruiter non tecnici pure. Sui tuoi progetti personali, però, resta preciso: gonfiare l'elenco delle tecnologie è la cosa più facile da smontare nei primi dieci minuti di colloquio tecnico.

Quanto alla frase sulla privacy, sappi che l'articolo 111-bis del Codice in materia di protezione dei dati personali chiarisce che il datore di lavoro non ha bisogno del tuo consenso per trattare i dati di un CV inviato per una candidatura, perché rientra nelle misure precontrattuali previste dal GDPR. Aggiungerla non è un obbligo. Molte aziende italiane la cercano ancora per abitudine, quindi una riga in fondo non fa danno, ma non è quella a decidere la tua candidatura.

Gli errori che ti costano il colloquio

Riscrivere il curriculum in prosa è il più comune: se la lettera ripete l'elenco delle esperienze, il selezionatore smette di leggerla alla terza riga. La lettera aggiunge il contesto e il perché, il CV elenca i fatti.

Poi c'è la lettera generica con il nome dell'azienda cambiato, riconoscibile a colpo d'occhio, come ricorda anche la guida EURES quando invita a evitare il gergo da recruitment che rende tutte le lettere uguali. Un testo prodotto interamente da un modello di intelligenza artificiale e spedito senza toccarlo ha lo stesso problema: la stessa guida consiglia di usarli per capire l'annuncio e organizzare le idee, non per scrivere al posto tuo.

Infine, non parlare di RAL nella lettera se l'annuncio non lo chiede. Se lo chiede esplicitamente, e capita spesso negli annunci italiani, rispondi con un intervallo in una riga sola alla fine, senza giustificazioni.

In sintesi

Nel mercato IT italiano il collo di bottiglia non è la domanda, sono i selezionatori che non riescono a distinguere un profilo dall'altro. Una lettera di mezza pagina con un risultato misurabile, una riga che dimostra che hai letto qualcosa dell'azienda e una risposta onesta sul requisito che non copri ti mette in una minoranza molto piccola. Se ti serve una base da cui partire, l'editor di lettera di presentazione di Laddro parte dall'annuncio e ti fa le domande giuste, e il curriculum lo puoi tenere allineato dallo stesso posto.

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