I tipi di contratto in Italia: cosa cambia per te
Indeterminato, determinato, apprendistato, somministrazione: ogni contratto ha regole diverse. Cosa devi sapere prima di firmare.
Laddro Team

In Italia, il tipo di contratto che firmi determina i tuoi diritti, la tua stabilità e la tua tutela in caso di licenziamento. Non è un dettaglio burocratico: è la struttura portante del tuo rapporto di lavoro. Nel 2025, secondo i dati ISTAT, l'aumento degli occupati (+185.000 unità) è stato trainato soprattutto dai contratti a tempo indeterminato (+76.000) e dagli autonomi, mentre i contratti a termine sono diminuiti di 60.000 unità. Capire le differenze tra le tipologie contrattuali è fondamentale prima di firmare qualsiasi cosa.
Contratto a tempo indeterminato
Il "posto fisso". Nessuna data di scadenza. La maggior tutela possibile. Resta il contratto più ambito in Italia e quello che banche e proprietari di casa vogliono vedere quando chiedi un mutuo o un affitto.
Con il Jobs Act (D.Lgs. 23/2015), per i contratti stipulati dal 7 marzo 2015 in poi, la tutela in caso di licenziamento illegittimo prevede un'indennità economica crescente con l'anzianità (da 6 a 36 mensilità), e non più la reintegrazione nel posto di lavoro. La reintegrazione resta prevista solo nei casi di licenziamento discriminatorio, nullo o intimato in forma orale, disciplinati dall'articolo 2 del decreto.
Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, si applica ancora l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970), che nelle aziende con più di 15 dipendenti prevede la reintegrazione anche per licenziamento economico illegittimo.
Il periodo di prova varia in base al CCNL applicato e al livello di inquadramento: generalmente da 15 giorni a 6 mesi. Durante il periodo di prova, entrambe le parti possono recedere senza preavviso e senza motivazione.
Contratto a tempo determinato
Ha una data di inizio e una di fine. Dopo il Decreto Dignità (D.L. 87/2018, convertito in L. 96/2018), le regole si sono inasprite. La durata massima è di 24 mesi (proroghe e rinnovi inclusi). Per i primi 12 mesi il contratto può essere stipulato senza causale. Oltre i 12 mesi serve una causale specifica: esigenze temporanee e oggettive estranee all'attività ordinaria, esigenze di sostituzione, o esigenze connesse a incrementi temporanei e imprevedibili dell'attività ordinaria.
Il numero massimo di proroghe è 4 nell'arco dei 24 mesi. Ogni rinnovo (nuovo contratto dopo la scadenza) richiede sempre la causale, indipendentemente dalla durata complessiva.
Costo aggiuntivo per il datore. Il contributo addizionale NASpI per i contratti a termine è dell'1,4% della retribuzione imponibile, che sale dello 0,5% per ogni rinnovo successivo al primo. Questo meccanismo disincentiva il ricorso ripetuto al tempo determinato.
Limiti quantitativi. I lavoratori a tempo determinato non possono superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell'anno, salvo diverse previsioni dei CCNL. Per i contratti di somministrazione a termine, il limite sale al 30%.
Apprendistato
Il contratto formativo per eccellenza, disciplinato dal D.Lgs. 81/2015 (articoli 41-47). Ne esistono tre tipologie:
Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (I livello): per giovani tra 15 e 25 anni, dura fino a 3 anni (4 per il diploma quadriennale).
Apprendistato professionalizzante (II livello): il più diffuso, per giovani tra 18 e 29 anni. Durata da 6 mesi a 3 anni (5 per l'artigianato). È il contratto che le aziende usano più spesso per inserire giovani con un costo contributivo ridotto.
Apprendistato di alta formazione e ricerca (III livello): per il conseguimento di titoli di studio universitari, dottorati di ricerca o per attività di ricerca.
I vantaggi per il datore sono significativi: contribuzione ridotta (per le aziende fino a 9 dipendenti, l'aliquota è dell'1,5% il primo anno, del 3% il secondo e del 10% dal terzo anno). Al termine, il contratto può essere trasformato in indeterminato senza costi aggiuntivi.
Somministrazione (lavoro interinale)
Lavori tramite un'agenzia per il lavoro autorizzata (Adecco, Randstad, Manpower, GiGroup, Openjobmetis) e sei assegnato a un'azienda utilizzatrice. Il rapporto è triangolare: il contratto di lavoro è con l'agenzia, ma lavori presso l'azienda cliente.
Hai diritto alla parità di trattamento economico e normativo con i dipendenti dell'azienda utilizzatrice che svolgono le stesse mansioni (articolo 35, D.Lgs. 81/2015). Questo include retribuzione, orario, ferie e accesso ai servizi aziendali. L'agenzia versa i contributi INPS e ti paga lo stipendio.
La somministrazione può essere a tempo determinato o indeterminato (staff leasing). Nel caso a termine, si applicano le stesse regole del contratto a tempo determinato per durata massima e causali.
Collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.)
Le collaborazioni coordinate e continuative sono rapporti di lavoro parasubordinato. Dal 2016, il D.Lgs. 81/2015 (articolo 2) prevede che le collaborazioni che si concretizzano in prestazioni esclusivamente personali, continuative e organizzate dal committente siano automaticamente ricondotte al lavoro subordinato. Le Co.Co.Co. genuine restano possibili per alcune categorie (professioni intellettuali con albo, componenti di organi di amministrazione, collaborazioni sportive dilettantistiche).
Cosa controllare prima di firmare
Prima di apporre la tua firma su qualsiasi contratto, verifica con attenzione:
- Tipo di contratto e durata. Indeterminato, determinato, apprendistato? Se determinato, qual è la scadenza?
- CCNL applicato. Il Contratto Collettivo Nazionale determina i minimi retributivi, le ferie, i permessi e le progressioni. In Italia esistono oltre 900 CCNL depositati al CNEL, ma solo poche decine sono firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
- Livello e retribuzione. Il livello di inquadramento (es. livello 5 del CCNL Commercio) determina il minimo tabellare. Verifica che lo stipendio indicato corrisponda almeno al minimo del tuo livello.
- Periodo di prova. Durata e condizioni. Durante la prova puoi essere licenziato senza motivazione.
- Clausole di non concorrenza. Se presenti, devono prevedere un compenso adeguato (articolo 2125 del Codice Civile) e limiti ragionevoli di durata, territorio e attività.
- Orario di lavoro e smart working. L'orario è full-time (generalmente 40 ore settimanali) o part-time? Sono previsti accordi di lavoro agile?
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