Curriculum da igienista dentale: esempio e albo
Come scrivere un CV da igienista dentale in Italia: albo TSRM PSTRP, crediti ECM, esempio di riepilogo, numeri da inserire e cosa cambia nei concorsi.
Laddro Team

Il curriculum da igienista dentale quasi mai finisce in un ufficio del personale. A settembre 2026 gli annunci pubblicati su Indeed per Milano e provincia venivano da studi come Progetto Dentale a Varedo, CDD Clinica del Dente a Pioltello, Favale Dental Clinic a Milano, e quasi tutti indicavano "Freelance" o "Collaborazione" come tipo di rapporto. A Roma e nel Lazio lo schema si ripete identico, con studi di Ladispoli e Monterotondo che cercano collaboratori a partita IVA.
Significa che il tuo CV lo apre il titolare dello studio, spesso di corsa tra un paziente e l'altro, e decide in meno di un minuto se vale la pena chiamarti per una giornata di prova. Non c'è un software che ti scarta: c'è un odontoiatra che cerca tre informazioni e, se non le trova subito, passa al file successivo.
Le tre cose che il titolare cerca per prime
La prima è l'iscrizione all'albo. Dal 1° luglio 2018 l'iscrizione all'Albo degli Igienisti Dentali è obbligatoria per esercitare, come ricorda l'AIDI sul proprio sito, e l'albo è istituito all'interno degli Ordini dei TSRM e delle Professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Sempre l'AIDI avverte che esercitare una professione sanitaria senza iscrizione configura esercizio abusivo, punito dall'articolo 348 del codice penale nel testo modificato dalla legge 3/2018. Un titolare che assume o ingaggia chi non è iscritto si espone in prima persona, quindi quel dato lo verifica.
La seconda è la disponibilità. Gli annunci lo dicono senza giri di parole: una delle offerte milanesi di settembre 2026 si intitolava letteralmente "Igienista dentale MILANO, solo mercoledì". Gli studi ragionano per giornate e per mezze giornate, non per contratti a tempo pieno.
La terza è cosa sai fare in poltrona e con quanta autonomia. Qui il riferimento normativo è il decreto ministeriale 15 marzo 1999 n. 137, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio 1999, che all'articolo 1 elenca le attività del profilo: educazione sanitaria dentale e partecipazione a progetti di prevenzione primaria, collaborazione alla compilazione della cartella clinica odontostomatologica e raccolta dei dati tecnico statistici, ablazione del tartaro e levigatura delle radici, applicazione topica dei mezzi profilattici, istruzione sulle metodiche di igiene orale e sull'uso dei rilevatori di placca, indicazioni di alimentazione razionale. Se il tuo CV riprende quelle voci con parole tue e con dei numeri accanto, parli la lingua di chi legge.
L'intestazione: scrivila come una scheda, non come una lettera
Metti in alto tutto ciò che il titolare deve verificare, senza costringerlo a cercare. Un esempio compilato:
Giulia Ferrante
Igienista dentale · Iscritta all'Albo degli Igienisti Dentali
Ordine TSRM PSTRP di Milano, Lodi, Monza e Brianza, n. 1234
P. IVA 01234567890 · Assicurazione RC professionale attiva
Disponibile martedì, giovedì e sabato mattina · Milano, zona Città Studi
333 000 00 00 · [email protected]
Sei righe, e il titolare sa già se può chiamarti. Numero di iscrizione e Ordine provinciale rendono il dato controllabile sul portale degli iscritti in trenta secondi. La partita IVA dice che sei pronta a fatturare dalla settimana dopo, che è esattamente il formato contrattuale di quasi tutti gli annunci. L'assicurazione professionale toglie un pensiero a chi ti ospita in studio.
Una nota sulla formula "Autorizzo il trattamento dei dati personali" che tutti copiano in fondo al CV: per le candidature spontanee non serve. L'articolo 111 bis del Codice privacy, introdotto dal decreto legislativo 101/2018, stabilisce che l'informativa viene resa al primo contatto utile successivo all'invio del curriculum, perché l'invio spontaneo rientra già nelle misure precontrattuali previste dall'articolo 6 del GDPR. Puoi lasciarla se ti fa sentire più tranquilla, ma non è quella riga a farti chiamare.
Il riepilogo professionale in quattro righe
Subito sotto l'intestazione servono tre o quattro righe che rispondano a "chi sei e cosa porti in studio". Niente frasi di circostanza sulla passione per il sorriso.
Ecco un esempio che puoi adattare:
Igienista dentale, laurea triennale in Igiene dentale all'Università degli Studi di Milano, quattro anni in due studi privati a Milano e Sesto San Giovanni. Circa 2.400 sedute di igiene professionale, con gestione autonoma dell'agenda richiami e tasso di adesione al richiamo semestrale salito dal 54% al 71% in due anni. Esperienza su pazienti parodontali in terapia di mantenimento e su pazienti in trattamento ortodontico fisso. Uso quotidiano di ablatore piezoelettrico e air polishing con glicina.
Confrontalo con la versione che riceve quasi ogni studio: "Igienista dentale seria, motivata e con ottime doti relazionali, disponibile a crescere in un ambiente stimolante". La seconda non dice nulla che il titolare non possa verificare da solo in tre minuti di prova.
Trasforma le mansioni in numeri
Questo è il punto in cui la maggior parte dei CV si appiattisce. Tutti scrivono le stesse voci, perché sono le voci del profilo professionale. La differenza la fanno le quantità e il tipo di paziente.
Prima:
Esecuzione di sedute di igiene orale professionale e istruzione del paziente all'igiene domiciliare.
Dopo:
10 sedute al giorno su agenda da 45 minuti, di cui circa 3 su pazienti parodontali in terapia di supporto. Rilevazione indice di placca e sanguinamento a ogni richiamo e registrazione in cartella. Riduzione media del sanguinamento al sondaggio dal 28% al 12% sui pazienti seguiti per almeno tre richiami.
La seconda versione dice quanto produci, su che tipo di casistica e con quale metodo di misurazione. Per un titolare che deve coprire una poltrona il mercoledì, è l'unica informazione che conta davvero.
Altri numeri che vale la pena recuperare dalla tua agenda: sedute medie a settimana, percentuale di pazienti che riprenotano in poltrona alla fine della seduta, numero di prime visite di igiene convertite in un piano di richiami, sbiancamenti eseguiti, pazienti ortodontici seguiti in parallelo con lo studio. Se hai lavorato in una struttura con più poltrone, scrivi quante e quanti colleghi eravate: cambia la percezione del tuo ritmo di lavoro.
Formazione ed ECM: mezza riga, non mezza pagina
Ogni professionista sanitario è soggetto all'obbligo formativo. Secondo il documento sull'obbligo formativo pubblicato da Agenas, per il triennio 2026-2028 l'obbligo standard è di 150 crediti ECM, al netto di esoneri, esenzioni e riduzioni. Lo stesso documento prevede riduzioni di 30 crediti per chi nel triennio 2023-2025 ne ha maturati tra 121 e 150, e di 15 crediti per chi si è fermato tra 80 e 120.
Nel CV non serve l'elenco dei corsi. Serve una riga che dica che sei in regola e due o tre titoli che ti distinguono davvero, per esempio un corso su parodontologia non chirurgica, uno sulla gestione del paziente ortodontico, uno sulla comunicazione motivazionale al paziente. Scrivili con ente, anno e crediti, e taglia tutto il resto. Una pagina di corsi generici sposta l'attenzione dalla tua casistica.
Se hai la laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali, mettila in evidenza solo se stai puntando a ruoli di coordinamento, docenza o al settore pubblico. In uno studio privato di sei poltrone pesa meno della tua agenda richiami.
Se punti al pubblico, il CV è un altro documento
Nel servizio sanitario nazionale i posti esistono, anche se sono pochi. Il concorso per 2 posti a tempo indeterminato bandito dall'AOU Consorziale Policlinico di Bari e pubblicato sul portale inPA classificava il profilo come "Igienista Dentale, Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari, ruolo sanitario", con selezione per titoli ed esami. Bandi e avvisi dello stesso tipo escono con regolarità anche da ASL1 Liguria, dalla ASL AL in Piemonte e da diverse aziende sanitarie venete.
Qui cambia tutto. Il CV diventa un allegato alla domanda telematica, i titoli valgono punteggio e la sintesi non premia: elenca ogni servizio con date esatte, ente, profilo e regime orario, perché l'ufficio concorsi deve poter calcolare i mesi. Tieni quindi due file distinti, uno da mandare agli studi e uno da allegare ai bandi, e sorveglia inPA insieme alle sezioni "bandi di concorso" delle ASL della tua regione. Secondo i dati della Commissione d'albo nazionale degli igienisti dentali ripresi da Odontoiatria33, al 31 dicembre 2020 gli iscritti erano 7.854, concentrati per il 55% al Nord, con 1.673 in Lombardia e 1.062 nel Lazio: nelle regioni più affollate la concorrenza su un singolo bando è reale.
Gli errori che costano la chiamata
Il CV di tre pagine con l'elenco integrale dei corsi ECM dal 2015. Nessun titolare lo legge fino in fondo.
L'assenza della disponibilità settimanale. Se non scrivi quali giorni sei libera, chi cerca una copertura il mercoledì non sa cosa farsene del tuo profilo.
Il formato Europass compilato a metà. Per lo studio privato una pagina pulita in PDF funziona meglio; l'Europass ha senso semmai per candidature all'estero o per alcuni bandi che lo richiedono espressamente.
Le mansioni copiate dal decreto 137/1999 senza un numero accanto. Le conosce già.
Il file chiamato cv_nuovo_2.pdf. Salvalo come Ferrante_Giulia_igienista_dentale.pdf e rinominalo per ogni invio.
Prima di premere invia
Controlla che nelle prime sei righe ci siano albo, Ordine, numero di iscrizione, partita IVA e giorni disponibili. Verifica che ogni esperienza abbia almeno un numero. Togli i corsi che non aggiungono niente. Rileggi ad alta voce il riepilogo: se suona come una presentazione da concorso di bellezza, riscrivilo con le cifre della tua agenda.
Poi manda il file all'indirizzo dello studio con due righe di accompagnamento che dicano quali giorni sei libera e da quando puoi iniziare. Se vuoi partire da una struttura già pronta invece che da un foglio bianco, puoi montare le sezioni in ordine con l'editor guidato di Laddro e concentrarti solo sui numeri, che sono la parte che nessun modello può scrivere al posto tuo.