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Curriculum da tecnico di radiologia: esempio, albo e concorsi

Come scrivere un curriculum da tecnico di radiologia: esempio di esperienza, numero di albo TSRM, crediti ECM, radioprotezione e il CV che vale in concorso.

8 min di lettura
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Chi legge il tuo curriculum in una radiologia non lo fa per capire se sai fare il lavoro. Lo fa per capire tre cose in pochi secondi: se sei iscritto all'albo, quali macchine hai davvero avuto in mano e se puoi coprire i turni che lui deve coprire. Se queste tre informazioni non si vedono nella prima schermata, il tuo CV finisce in fondo alla pila.

Questo è il problema di quasi tutti i curriculum da tecnico sanitario di radiologia medica che circolano: sono scritti come una lista di mansioni copiata dal profilo professionale, quando invece chi seleziona cerca una TC a 128 strati, una RM 1.5 Tesla e qualcuno che regga la notte in pronto soccorso.

Prima domanda: a chi lo stai mandando

Non esiste un CV da TSRM buono ovunque, perché i tre canali di assunzione leggono cose diverse.

Il concorso pubblico in una ASST, in una ASL o in un IRCCS parte da un bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Non è un canale marginale: il concorso per venticinque posti a tempo indeterminato di tecnico sanitario di radiologia medica dell'ASST Santi Paolo e Carlo di Milano è uscito sulla Gazzetta n. 70 dell'11 settembre 2026. Qui il curriculum non si allega quasi mai come PDF, si compila dentro la domanda o dentro il profilo di inPA, il portale del reclutamento a cui si accede con SPID, CIE o CNS. Vince la completezza, non l'impaginazione.

La struttura privata accreditata, dal gruppo diagnostico alla casa di cura, riceve invece un CV normale via email o tramite annuncio e lo legge come lo leggerebbe un'azienda qualsiasi. Fra gli annunci per tecnico radiologo pubblicati su Randstad Italia a settembre 2026 si vedono sia posizioni a tempo indeterminato in ospedale senza esperienza richiesta, sia offerte con retribuzioni indicate fra i 24.000 e i 40.000 euro lordi l'anno a seconda della sede e dell'orario, con differenze forti fra Sicilia, Lombardia e province autonome.

Il poliambulatorio e il centro privato piccolo decidono in fretta, spesso su una sola modalità, e guardano quanti esami riesci a portare a casa in una giornata piena.

Albo e titolo: la prima riga sotto il nome

L'accesso alla professione passa dalla laurea triennale in Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia, la classe L/SNT3, che è abilitante. Ma il titolo da solo non basta. L'Ordine TSRM PSTRP di Brescia lo scrive senza giri di parole nella scheda del profilo: "Il TSRM può esercitare solo ed esclusivamente dopo aver effettuato l'iscrizione al rispettivo Albo istituito presso l'Ordine Professionale". Le norme di riferimento che la stessa scheda elenca sono la legge 1103 del 1965, la legge 25 del 1983 e il D.M. 746 del 1994.

Chi seleziona in una struttura sanitaria sa che l'albo è pubblico e che la verifica gli costa mezzo minuto. Quindi non fargliela cercare. Sotto il nome basta una riga:

Tecnico sanitario di radiologia medica, iscritto all'Ordine TSRM PSTRP di Bologna n. 1234

Se sei neolaureato e la domanda di iscrizione è in corso, scrivilo lo stesso, con la data della laurea e la dicitura "iscrizione all'albo in corso di perfezionamento". Il silenzio su questo punto viene letto come un problema.

Il riepilogo professionale: quattro righe, tutte concrete

Il blocco di apertura serve a far capire in che tipo di radiologia lavori. Non scrivere che sei preciso e motivato, quello lo scrivono tutti. Scrivi le modalità, i volumi e la disponibilità.

TSRM con sei anni in radiodiagnostica ospedaliera, di cui quattro su TC multistrato e pronto soccorso h24. Esperienza su radiologia tradizionale, TC 128 strati, RM 1.5 T e arco a C in sala operatoria. Gestione completa del flusso RIS/PACS e dei controlli di qualità periodici. Disponibile a turni notturni, festivi e pronta disponibilità.

Quattro righe di questo tipo dicono al capo tecnico se può metterti in turno da subito o se deve affiancarti per tre mesi. È esattamente la decisione che sta prendendo mentre ti legge.

L'esperienza: volumi, non mansioni

Questo è il punto in cui quasi tutti perdono il posto. Confronta le due versioni della stessa riga.

Prima:

Esecuzione di esami radiologici presso il reparto di radiodiagnostica.

Dopo:

Circa 40 esami al giorno fra radiologia tradizionale e TC, su un pronto soccorso con oltre 60.000 accessi l'anno. Posizionamento e adattamento dei protocolli di esposizione al quesito clinico, gestione del mezzo di contrasto secondo il protocollo aziendale, invio delle immagini e delle dosi su RIS/PACS con controllo della worklist DICOM a inizio turno.

La seconda versione non aggiunge fantasia, aggiunge numeri che chiunque lavori in una radiologia sa interpretare. Attenzione a una cosa: descrivi quello che fa il TSRM, cioè l'acquisizione, l'ottimizzazione della dose e la qualità dell'immagine. La refertazione è del medico radiologo e scriverla nel tuo CV è il modo più veloce per far storcere il naso a chi ti legge.

Se hai lavorato in medicina nucleare o in radioterapia, dillo con la stessa precisione: gamma camera e PET/TC da una parte, acceleratore lineare, TC di centraggio e sistemi di immobilizzazione dall'altra.

Elenca le apparecchiature per nome

Una sezione tecnica di sei righe vale più di mezza pagina di aggettivi, perché chi seleziona cerca la macchina che ha in reparto.

  • Radiodiagnostica: diretta digitale e portatile, ortopantomografo, MOC/DEXA
  • TC: 64 e 128 strati, protocolli low dose torace, angio TC
  • RM: 1.5 T, sequenze muscoloscheletriche e neuro
  • Sala operatoria: arco a C, ortopedia e chirurgia vascolare
  • Senologia: mammografia digitale con tomosintesi
  • Informatica: RIS/PACS, DICOM, teleradiologia

Se una modalità l'hai vista solo durante il tirocinio, scrivilo accanto fra parentesi. Un tirocinio dichiarato onestamente non toglie nulla, una competenza gonfiata che crolla alla prova pratica ti toglie tutto.

ECM e radioprotezione: i numeri che vengono controllati

Sull'aggiornamento obbligatorio i conti li sa fare anche chi ti sta leggendo, quindi vale la pena riportarli giusti.

L'obbligo formativo standard per il triennio 2026-2028 è di 150 crediti ECM, come indica Agenas nel documento sull'obbligo formativo e sulle riduzioni previste. Le riduzioni sono già definite: 30 crediti in meno per chi nel triennio 2023-2025 ha maturato fra 121 e 150 crediti, 15 crediti in meno per chi ne ha maturati fra 80 e 120, più un bonus di 40 crediti per la costruzione del dossier formativo individuale o di 30 per quello di gruppo, e i due bonus non sono cumulabili.

A questo si aggiunge l'obbligo specifico dell'articolo 162 del decreto legislativo 101 del 2020. I tecnici sanitari di radiologia medica devono acquisire almeno il 10 per cento dei crediti del triennio in materia di radioprotezione del paziente, percentuale che sale al 15 per cento per gli specialisti in fisica medica. Il calcolo si fa sull'obbligo già ridotto, non su quello standard: l'Ordine dei Medici di Venezia porta l'esempio di un professionista con obbligo da 150 crediti ridotto a 120, per cui i crediti di radioprotezione da conseguire diventano 12 e non 15.

Nel CV questo diventa una riga sola e utile:

Formazione ECM: obbligo del triennio 2023-2025 assolto, 148 crediti, di cui 18 in radioprotezione del paziente ai sensi dell'art. 162 del D.Lgs. 101/2020.

Se il CV va in concorso, diventa punteggio

Nel comparto sanità il curriculum non è un biglietto da visita, è una voce di graduatoria. Il D.P.R. 220 del 2001, che disciplina i concorsi del personale non dirigenziale del Servizio sanitario nazionale, stabilisce all'articolo 8 che nel concorso per titoli ed esami i punti complessivi sono 100, così ripartiti: 30 punti per i titoli e 70 per le prove, cioè 30 alla prova scritta, 20 alla pratica e 20 all'orale.

Quei 30 punti di titoli si dividono in quattro categorie, sempre per l'articolo 8: titoli di carriera, titoli accademici e di studio, pubblicazioni e titoli scientifici, curriculum formativo e professionale. La ripartizione esatta fra le quattro la stabilisce il singolo bando, quindi la prima cosa da fare è aprire il bando e leggere quella tabella prima di compilare la domanda.

In pratica significa tre cose. I titoli di carriera si dichiarano con date esatte di inizio e fine, ente, profilo e tipo di rapporto, perché si contano a mesi. I titoli accademici includono la laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche e i master di primo livello, che fuori dal concorso contano poco e dentro il concorso possono valere punti. Il curriculum formativo e professionale è la casella dove finiscono corsi, ECM, docenze e partecipazioni a progetti di qualità: è l'unica parte su cui puoi ancora lavorare in poche settimane prima della scadenza.

Ricorda che su inPA le voci che inserisci hanno valore di dichiarazione sostitutiva, quindi ogni corso e ogni mese di servizio devono essere documentabili.

Tre errori che costano il colloquio

Il CV unico per tutti. Quello da concorso deve essere esaustivo e datato al giorno, quello per un poliambulatorio deve stare in una pagina e mettere in cima la modalità che cercano.

Le competenze scritte a livelli. "TC: avanzato" non dice niente. "TC 128 strati, circa 25 esami al giorno, angio TC e protocolli low dose" dice tutto.

La disponibilità nascosta in fondo. Turni, notti, pronta disponibilità e patente sono informazioni operative: se ci sei, scrivile in alto, perché spesso sono il vero motivo per cui una struttura assume.

Prima di inviare

Controlla che ci siano, in quest'ordine: numero e ordine di iscrizione all'albo, laurea con ateneo e anno, modalità e apparecchiature con i volumi, ECM del triennio con la quota di radioprotezione, disponibilità ai turni. Poi rileggi la prima schermata e chiediti se un capo tecnico di fretta capirebbe dove metterti in turno.

Se stai ripartendo da un file vecchio, conviene rifare la struttura invece di rattoppare: puoi creare il curriculum su Laddro e tenere la stessa base per le candidature private e per i titoli da riportare in concorso.

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