Curriculum da logopedista: esempio, albo TSRM e PSTRP e punteggio nel concorso
Come scrivere un curriculum da logopedista in Italia: struttura, esempio di esperienza, numero di albo TSRM e PSTRP, crediti ECM e CV per il concorso ASL.
Laddro Team

Il comunicato Excelsior dell'11 settembre 2026, firmato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, dice due cose che riguardano direttamente chi cerca lavoro in logopedia. La prima: a settembre le imprese faticano a coprire il 44,1 per cento delle posizioni programmate, soprattutto per mancanza di candidati. La seconda, molto meno consolante: nel 65 per cento dei casi viene chiesta un'esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore.
Tradotto per te: il posto c'è, ma nessuno assume una laurea in Logopedia. Assumono qualcuno che ha già trattato quel tipo di paziente, in quel setting. Il curriculum serve a dimostrarlo in venti secondi, che è il tempo che gli dedica chi seleziona in un centro accreditato con quaranta candidature sul tavolo.
Prima di scrivere: a chi lo stai mandando
Non esiste un CV da logopedista che funzioni ovunque, perché i tre canali di assunzione leggono cose diverse.
Il concorso pubblico in una ASL o in un'azienda ospedaliera passa dal portale inPA, dove si entra con SPID o CIE e si compila un profilo strutturato, non si allega un PDF. Qui conta la completezza: ogni servizio, ogni master, ogni pubblicazione va dichiarato nel campo giusto, perché la commissione valuta solo quello che trova nella domanda.
Il centro di riabilitazione accreditato, la cooperativa sociale e la RSA leggono invece un curriculum normale, arrivato via email o tramite annuncio. È il canale che assorbe la maggior parte dei logopedisti e anche quello dove la selezione è più rapida e meno formale.
La libera professione, in studio proprio o in collaborazione con un poliambulatorio, uno studio odontoiatrico o un centro per i disturbi dell'apprendimento, è ormai la norma più che l'eccezione. Il curriculum qui somiglia più a una presentazione professionale, e spesso viene chiesto anche il numero di partita IVA.
Titolo e numero di albo nelle prime tre righe
La legge 3 del 2018 ha reso obbligatoria l'iscrizione all'albo per esercitare, in qualunque forma. La guida "Il lavoro autonomo del logopedista", curata dalla Commissione d'albo nazionale dei Logopedisti della FNO TSRM e PSTRP, è esplicita: dopo il titolo abilitante e prima di esercitare, il logopedista si iscrive all'Albo dei Logopedisti dell'Ordine della provincia sede di lavoro, tramite il portale alboweb.net. La stessa guida ricorda che l'assicurazione di responsabilità civile professionale, prevista dalla legge 24 del 2017, va stipulata qualunque sia la forma di lavoro.
Chi seleziona in una struttura sanitaria lo sa, e la verifica gli costa mezzo minuto. Quindi non fargliela cercare. Sotto il nome, una riga sola:
Logopedista, iscritta all'Albo dei Logopedisti dell'Ordine TSRM e PSTRP di Bologna n. 412
Il titolo richiesto dai bandi è sempre lo stesso. Il concorso per tre posti di logopedista della ASL Bari, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 21 del 16 marzo 2026, chiede la laurea triennale in Logopedia oppure il diploma universitario di logopedista ai sensi del D.Lgs. 502/1992 e del D.M. 742/1994, oppure i titoli del vecchio ordinamento riconosciuti equipollenti dal D.M. 27 luglio 2000. Se il tuo titolo è del vecchio ordinamento, scrivi per esteso che è equipollente e cita quel decreto: alla commissione risparmi un dubbio, e a te un'esclusione.
Il riepilogo professionale: quattro righe, non otto
La parte alta del CV è l'unica che viene letta con attenzione. Sprecarla in dichiarazioni di intenti è il modo più rapido per finire nella pila sbagliata.
Ecco come si scrive di solito:
Logopedista appassionata e motivata, con ottime capacità relazionali e spirito di squadra, alla ricerca di una nuova sfida professionale in ambito riabilitativo.
E questa è la stessa persona, riscritta con i contenuti che il selezionatore cerca davvero:
Logopedista, iscritta all'Albo dell'Ordine TSRM e PSTRP di Bologna dal 2021. Quattro anni in centro accreditato ex art. 26 su età evolutiva: disturbi del linguaggio, DSA e balbuzie, con un carico medio di 28 sedute settimanali. Esperienza ambulatoriale e domiciliare, bilancio logopedico e stesura del progetto riabilitativo in équipe con neuropsichiatra infantile e TNPEE.
La seconda versione dice età dei pazienti, quadri trattati, setting, volume e modalità di lavoro in équipe. Sono esattamente le cinque informazioni su cui si decide se chiamarti.
Le esperienze si raccontano per paziente e per setting
Il D.M. 742 del 14 settembre 1994, che definisce il profilo professionale, descrive il logopedista come l'operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. Quelle tre età sono la griglia con cui leggere le tue esperienze, perché un centro per l'età evolutiva e una neuroriabilitazione per adulti cercano due professionisti diversi.
Scrivi quindi ogni incarico su tre livelli: chi trattavi, che cosa facevi, con quali numeri.
Logopedista, Centro di riabilitazione accreditato, Modena (settembre 2022 a oggi) Presa in carico di 35 utenti in età evolutiva tra i 3 e i 14 anni: disturbi primari del linguaggio, DSA certificati ai sensi della legge 170/2010, balbuzie. Bilancio logopedico iniziale e rivalutazione ogni sei mesi, con relazione scritta per la famiglia e per la scuola. Lavoro in équipe multidisciplinare con neuropsichiatra infantile, TNPEE e psicologa. Sedute ambulatoriali e a domicilio, media di 28 prestazioni a settimana.
Se invece lavori con gli adulti, i termini che fanno la differenza sono altri: disfagia e valutazione clinica della deglutizione, afasia post ictus, disartria, riabilitazione della voce, laringectomizzati, presa in carico in degenza e in regime ambulatoriale. Nominali. Un'offerta di una RSA o di una neuroriabilitazione viene filtrata proprio su quelle parole.
Una specializzazione vale la pena dichiararla anche quando è di nicchia. Sul fronte dell'età evolutiva la domanda è documentata: nel focus del Ministero dell'Istruzione e del Merito sugli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023 gli alunni con DSA nelle scuole italiane sono 354.569, pari al 6,0 per cento della popolazione scolastica, contro lo 0,9 per cento del 2010/2011. Chi lavora in un'équipe autorizzata alla certificazione DSA ha un mercato che cresce da quindici anni.
Se punti al concorso, il CV cambia logica
Nel concorso non stai convincendo nessuno: stai accumulando punti. Il bando della ASL Bari lo scrive nero su bianco, seguendo il D.P.R. 220 del 2001. La commissione dispone di 100 punti: 30 per i titoli e 70 per le prove, divisi in 30 per la prova scritta, 20 per la prova pratica e 20 per la prova orale. Si passa con almeno 21/30 allo scritto e 14/20 alla pratica e all'orale.
I 30 punti dei titoli, sempre secondo quel bando, si ripartiscono così: massimo 15 per i titoli di carriera, 7 per i titoli accademici e di studio, 3 per pubblicazioni e titoli scientifici, 5 per il curriculum formativo e professionale. Tre conseguenze pratiche.
La prima: metà del punteggio dei titoli è servizio prestato nel profilo a concorso presso aziende sanitarie ed enti pubblici. Datalo al giorno, non all'anno, perché il bando precisa che le frazioni si valutano a mese e che un periodo continuativo di 30 giorni, o una frazione superiore a 15, conta come mese intero.
La seconda: i 7 punti dei titoli accademici premiano una seconda laurea sanitaria, la magistrale, i master di primo e secondo livello, il dottorato, i corsi di perfezionamento universitari e l'alta formazione. Se hai un master in disfagia o in DSA, quello è il posto dove pesa.
La terza: il part time si valuta in proporzione all'orario. Scrivi la percentuale accanto al periodo, altrimenti rischi che venga stimata al ribasso.
ECM e formazione: quello che va scritto e quello che no
L'obbligo formativo è di 150 crediti ECM per il triennio, come indicato nelle FAQ della Federazione Logopedisti Italiani, che precisa anche la riduzione a 120 per chi ha già completato i 150 crediti del triennio precedente. Non servono elenchi di corsi lunghi una pagina. Basta una riga:
ECM: obbligo del triennio assolto, 152 crediti. Aree principali: disfagia neurogena, valutazione dei DSA, comunicazione aumentativa alternativa.
I corsi interni da quattro ore, i webinar gratuiti e le giornate di aggiornamento senza attestato restano fuori. Occupano spazio e diluiscono i due o tre titoli che contano davvero.
Se lavori in libera professione
La guida della Commissione d'albo nazionale contiene un dettaglio che sorprende molti neolaureati: secondo la risoluzione 41/E del 2020 dell'Agenzia delle Entrate, nessuna attività di un professionista iscritto a un albo può essere inquadrata come prestazione occasionale. Per esercitare serve la partita IVA, con codice ATECO 86.90.29, e l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, perché i logopedisti non hanno una cassa previdenziale propria.
Se ti candidi a una collaborazione, mettilo in chiaro nel CV: partita IVA attiva, copertura RC professionale, disponibilità di fatturazione elettronica e invio al Sistema Tessera Sanitaria. Per uno studio che riceve dieci candidature, sapere che sei già operativa dal primo giorno è un vantaggio concreto.
Dove cercare davvero
Per il pubblico c'è inPA, affiancato dai bollettini ufficiali regionali, dove i bandi escono per esteso prima ancora che in Gazzetta. Per il privato funzionano gli annunci su Indeed e LinkedIn, ma soprattutto le bacheche di lavoro degli Ordini territoriali TSRM e PSTRP, che raccolgono le ricerche di centri accreditati, cooperative sociali e associazioni riconosciute come équipe DSA regionali. Quel canale è poco battuto e le offerte sono già filtrate per profilo.
Un ultimo consiglio sulla forma. Due pagine sono il massimo, la foto resta facoltativa e in sanità aggiunge poco, e il formato Europass non è richiesto da nessun bando recente di ASL: se ti aiuta a non dimenticare campi lo puoi usare, ma per il privato un CV moderno e leggibile rende molto di più. Se vuoi partire da una struttura già impostata per un profilo sanitario, puoi creare il tuo curriculum e concentrare il tempo sui contenuti, che sono l'unica cosa che la commissione e il coordinatore leggono davvero.