Curriculum da tecnico informatico e help desk
Come scrivere un curriculum da tecnico informatico o help desk in Italia: struttura, esempio di profilo, ticket e SLA, certificazioni e dove candidarsi.
Laddro Team

Chi lavora nell'assistenza informatica ha un vantaggio che pochi altri profili possono rivendicare: le aziende italiane non riescono a coprire le posizioni. Nel bollettino Excelsior di aprile 2026, il sistema informativo di Unioncamere e Ministero del Lavoro colloca i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni al 51 per cento di difficile reperimento. In Friuli Venezia Giulia, sempre secondo Excelsior, a giugno 2026 la stessa famiglia professionale è arrivata al 76,1 per cento.
Il paradosso è che tantissime candidature per posizioni di help desk vengono scartate in pochi secondi. Non perché manchino le competenze, ma perché il curriculum racconta quali software il candidato ha sfiorato invece di raccontare quanti utenti ha rimesso al lavoro e in quanto tempo. Qui vediamo come si scrive quel curriculum.
Prima di tutto: a quale livello ti stai candidando
"Tecnico informatico" in Italia copre almeno tre lavori diversi, e chi legge il tuo CV si aspetta un documento tarato su uno solo di essi.
Il primo livello è l'help desk o service desk: risposta a telefono, email e ticket, reset password, utenze, stampanti, configurazione di postazioni, smistamento di ciò che non si risolve al primo contatto. Il secondo livello prende in carico quello che il primo livello escala: immagini di sistema, pacchettizzazione software, permessi su file server, apparati di rete. Il terzo profilo è il sistemista, che progetta e gestisce l'infrastruttura.
Guarda l'annuncio e scegli. Se la posizione dice "help desk primo livello", un CV che apre parlando di cluster e virtualizzazione sembra fuori bersaglio; se la posizione è da sistemista junior, un CV che parla solo di ticket chiusi sembra poco ambizioso. Lo stesso vale per il titolo che metti in cima: scrivi "Tecnico help desk" o "Tecnico IT support", non "Appassionato di informatica".
Formato: una pagina, niente tabelle annidate
Una pagina è la misura giusta fino a circa cinque anni di esperienza, due al massimo se hai un percorso lungo fra più aziende clienti. L'ordine è cronologico inverso, come raccomanda anche la guida alla carriera di Indeed Italia: prima l'esperienza più recente, poi a scendere.
Tre regole pratiche che fanno la differenza nei software di selezione usati dalle società di consulenza IT:
- un solo blocco di testo per colonna, niente layout a due colonne con box annidati
- intestazioni di sezione scritte in chiaro (Esperienza, Formazione, Competenze tecniche, Certificazioni, Lingue)
- consegna in PDF con testo selezionabile, non una scansione o un'immagine esportata da Canva
Se il selezionatore non riesce a copiare e incollare il tuo indirizzo email dal PDF, probabilmente nemmeno il sistema di gestione delle candidature ci riesce.
Il profilo in apertura: tre righe, con i numeri
Le prime righe sono la parte che viene letta per certo. Il riepilogo professionale in testa non deve dichiarare entusiasmo, deve dichiarare portata: quanti utenti servivi, su quali ambienti, con quale strumento di ticketing.
Un esempio da adattare, per un candidato con tre anni di esperienza:
Tecnico help desk con tre anni di esperienza su un parco di circa 450 utenti distribuiti su tre sedi. Gestione ticket di primo e secondo livello su Jira Service Management, amministrazione utenze Active Directory e Microsoft 365, installazione e imaging di postazioni Windows 11. Media di 22 ticket al giorno con il 78 per cento risolto al primo contatto. Diploma di Informatica e Telecomunicazioni, CompTIA A+ e ITIL 4 Foundation.
Tre righe, e chi legge sa già se passare al colloquio. Nota cosa non c'è: nessun "problem solving", nessun "ottima predisposizione al lavoro in team". Quelle frasi le scrivono tutti e non aggiungono informazione.
L'esperienza: da "mi occupavo di" a "ho risolto"
È qui che si gioca la partita. La differenza fra un CV anonimo e uno convocato sta nel passare dalla mansione al risultato misurato. Prendi un punto elenco tipico:
Prima: Mi occupavo di assistenza tecnica agli utenti e della gestione dei ticket.
Dopo: Gestito in media 22 ticket al giorno per 450 utenti su tre sedi, con il 78 per cento chiuso al primo contatto e tempo medio di presa in carico sotto i 15 minuti sugli SLA concordati.
Secondo esempio, perché la logica si ripeta chiara:
Prima: Ho partecipato al rinnovo del parco macchine.
Dopo: Curato la migrazione di 120 postazioni da Windows 10 a Windows 11 in sei weekend, preparando l'immagine di sistema e la checklist di collaudo usata poi dagli altri due colleghi del team.
I numeri che un tecnico ha quasi sempre sotto mano e quasi mai mette nel CV: utenti serviti, sedi coperte, ticket al giorno o al mese, percentuale di risoluzione al primo contatto, rispetto degli SLA, postazioni installate o migrate, voci di knowledge base scritte. Se l'azienda non ti dava accesso alle statistiche, una stima onesta e dichiarata come stima vale più del silenzio.
Attenzione a un dettaglio molto italiano: se hai lavorato tramite una società di consulenza o un'agenzia per il lavoro, scrivi entrambi i nomi. "Tecnico help desk, presso cliente del settore bancario, tramite [nome società di consulenza]" è chiaro e verificabile. Far sparire il datore di lavoro reale crea problemi quando arriva il momento delle referenze.
Competenze tecniche: raggruppate, non in ordine sparso
Un elenco di trenta sigle messe in fila non si legge. Dividi in categorie e, dentro ciascuna, metti prima ciò su cui sei davvero autonomo.
- Sistemi operativi: Windows 10 e 11, Windows Server 2019 e 2022, macOS, Ubuntu a livello base
- Directory e identità: Active Directory, Entra ID, GPO, gestione gruppi e permessi NTFS
- Produttività e collaborazione: Microsoft 365, Exchange Online, Teams, SharePoint
- Ticketing e ITSM: Jira Service Management, Zendesk, GLPI
- Rete: TCP/IP, DHCP, DNS, VPN, cablaggio e apparati di piano
- Assistenza remota: TeamViewer, AnyDesk, Quick Assist
- Backup e sicurezza: Veeam Agent, antivirus gestito, gestione patch
Evita le barre di livello colorate riempite a occhio: sono decorative, e il selezionatore non sa se il tuo 80 per cento di Active Directory corrisponde al suo. Meglio una parola chiara accanto alla voce, come "base" o "autonomo", dove serve distinguere.
Certificazioni: quali contano e quando scadono
Le certificazioni pesano in questo settore più che in altri, ma solo se scrivi l'anno e mantieni la validità.
La CompTIA A+ si ottiene superando due esami, Core 1 e Core 2 (attualmente 220-1201 e 220-1202), ed è valida tre anni: il rinnovo passa dal programma di formazione continua con 20 CEU accumulati nel triennio, oppure dal ripetere gli esami. ITIL 4 Foundation, erogata da PeopleCert, va rinnovata entro tre anni ripetendo l'esame, ottenendo un'altra certificazione PeopleCert o accumulando almeno 20 CPD all'anno nel programma PeopleCert Plus. Le certificazioni Microsoft cosiddette role-based, come quelle di amministratore Microsoft 365, secondo Microsoft Learn scadono dopo un anno e si rinnovano gratis con una valutazione online; le Fundamentals, tipo MS-900 o AZ-900, non scadono.
Questo significa che "CompTIA A+" scritto nudo in fondo al CV è ambiguo. Scrivi "CompTIA A+, 2024, valida fino al 2027". Una certificazione scaduta e presentata come attiva è una cosa che in colloquio tecnico viene notata.
Una nota sull'ICDL, la certificazione rappresentata in Italia da AICA e chiamata ECDL fino al 2019: l'ICDL Base richiede quattro moduli e la Full Standard sette esami. Ha senso nel CV di chi si candida a un concorso pubblico o a una posizione impiegatizia, molto meno come competenza tecnica distintiva per un service desk. Se hai anche la A+, metti quella davanti.
Se non hai ancora lavorato in un service desk
Il primo livello è la porta d'ingresso classica del settore, e i selezionatori lo sanno. Quello che devono vedere è che hai già messo le mani su qualcosa.
Funzionano bene, nell'ordine: il PCTO o il tirocinio svolto durante il diploma, con il nome dell'azienda e cosa hai toccato; un laboratorio domestico descritto in due righe concrete ("server Proxmox con tre macchine virtuali, Active Directory di prova con dieci utenti, backup settimanale verificato"); l'assistenza informale a una piccola attività o a un'associazione, dichiarata come tale; il volontariato tecnico. Se hai gestito la rete e i PC del bar di famiglia, scrivilo con il nome dell'attività e il periodo. Vale più di un corso online senza verifica finale.
Se arrivi da un altro mestiere, non nascondere gli anni precedenti: il banco di un negozio o un call center insegnano a gestire l'utente arrabbiato, che nel primo livello è metà del lavoro. Mettili, in forma breve, con una riga che spiega il collegamento. Se parti da zero, la guida su come scrivere un curriculum senza esperienza entra più nel dettaglio.
Dove si candidano davvero i tecnici in Italia
Una parte consistente delle posizioni di help desk passa dalle società di consulenza e dalle agenzie per il lavoro, quindi vale la pena candidarsi direttamente sui loro portali oltre che sui motori di ricerca di annunci. Accanto a questi, SIISL (siisl.lavoro.gov.it), il sistema informativo del Ministero del Lavoro e dell'INPS, è aperto a tutti i cittadini con accesso SPID o CIE, permette di caricare il CV in PDF e propone abbinamenti con le offerte.
Una candidatura spontanea ben fatta funziona anche in questo settore, specialmente verso i fornitori IT che servono le aziende della tua provincia: sono loro ad avere turnover e a cercare continuamente primo livello.
Dati personali, foto e clausola privacy
In apertura servono nome, città, telefono, email e, se rilevante per la posizione, la disponibilità alla patente B e all'auto propria per gli interventi on site. Non serve indicare stato civile, codice fiscale o indirizzo completo.
Sulla foto il mercato italiano è ancora diviso e nessuno la pretende: in un CV tecnico aggiunge poco, e nel formato Europass è un campo facoltativo. Sulla classica frase di autorizzazione al trattamento dei dati, vale la pena sapere che l'articolo 111-bis del Codice privacy ha chiarito che per un curriculum inviato spontaneamente il consenso non è richiesto, perché la base giuridica è la candidatura stessa. Se vuoi lasciarla per abitudine, una riga in fondo basta e avanza.
In sintesi
Un curriculum da tecnico informatico convince quando chi legge capisce in dieci secondi quanti utenti sai tenere in piedi, su quali ambienti e con quale strumento. Scegli il livello della posizione e tara il documento su quello, apri con tre righe che contengono numeri, trasforma ogni mansione in un risultato misurato, raggruppa le competenze per ambito e dichiara anno e validità di ogni certificazione. Una pagina, PDF leggibile, nessuna barra colorata.
Se vuoi una struttura già impostata con le sezioni nell'ordine giusto, puoi partire da Laddro e creare il tuo CV senza pagina bianca davanti.