Curriculum da architetto: esempio, portfolio e cosa guardano gli studi
Come scrivere un curriculum da architetto in Italia: albo sezione A o B, portfolio, BIM, pratiche edilizie e un esempio di esperienza da copiare e adattare.
Laddro Team

In Italia di architetti ce ne sono tanti. Il rapporto CNAPPC 2025 sulla professione, ripreso da Ingenio, conta 154.117 iscritti all'albo unico, di cui 70.473 donne. Quando uno studio di Milano o di Bologna pubblica un annuncio per un collaboratore, quello che arriva nella casella non sono cinque candidature: sono duecento, e nella metà dei casi il file si chiama CV_2026_definitivo.pdf e dentro c'è la stessa frase di tutti gli altri, "ottima conoscenza di AutoCAD e Revit, spiccate capacità di lavorare in team".
Il problema non è la concorrenza. È che il curriculum da architetto viene quasi sempre scritto come un elenco di cose che sai usare, invece che come un elenco di cose che hai portato a termine. Qui trovi come si costruisce: dove vanno abilitazione e albo, come si separa il portfolio dal CV, come si trasforma un progetto in una riga leggibile, e un esempio di esperienza prima e dopo la riscrittura.
Prima decidi a chi stai scrivendo
Le strade sono tre e chiedono CV diversi.
Lo studio privato assume un collaboratore o un dipendente e applica il CCNL Studi Professionali, rinnovato il 16 febbraio 2024 da Confprofessioni con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Chi legge il tuo CV in uno studio vuole sapere in quanto tempo produci un esecutivo, se sai stare in cantiere e se hai mai gestito un cliente da solo.
La libera professione significa partita IVA e Inarcassa. La cassa chiede tre condizioni insieme: iscrizione all'albo, partita IVA individuale o quota in una società tra professionisti, e nessun'altra previdenza obbligatoria in corso. La comunicazione di iscrizione va inviata entro il 31 ottobre dell'anno successivo all'inizio dell'attività. Se ti proponi a uno studio come consulente esterno, il CV deve dire che sei già strutturato, perché ti stanno valutando come fornitore.
Il settore pubblico passa da inPA, il portale unico del reclutamento, dove i Comuni pubblicano i bandi per istruttore tecnico e funzionario tecnico e l'accesso è con SPID o CIE. Qui il curriculum segue il format del bando: titoli, punteggi, date precise. Nessuno leggerà un riepilogo scritto bene se mancano gli estremi dell'abilitazione.
Abilitazione e albo vanno nelle prime cinque righe
Questa è la prima cosa che un titolare di studio cerca, e se non la trova subito passa al file successivo.
L'albo si divide in due sezioni: la sezione A è riservata a chi ha la laurea magistrale, in genere la LM-4, la sezione B a chi ha una laurea triennale. Non sono la stessa cosa e le competenze professionali sono diverse, quindi scrivere solo "iscritto all'Ordine" non basta. La formula giusta è breve: "Architetto, sezione A, Ordine APPC di Bologna, n. 3412, dal 2021".
Se sei laureato ma non ancora abilitato, scrivilo con la data della sessione a cui ti presenti invece di lasciare un vuoto. Il calendario 2026 è fissato dall'ordinanza ministeriale n. 694 del 27 maggio 2026: per la sezione A le prove partono il 27 luglio 2026 e il 16 novembre 2026, per la sezione B il 31 luglio e il 20 novembre, con domande all'università entro il 24 giugno e il 21 ottobre. Una riga come "laurea magistrale LM-4 conseguita nel 2026, esame di Stato sessione di novembre 2026" dice a chi legge che fra tre mesi sei abilitato.
Sull'aggiornamento: chi è iscritto deve maturare 60 CFP per triennio, di cui almeno 12 su deontologia e discipline ordinistiche, con un minimo raccomandato di 20 CFP all'anno. L'obbligo nasce dal DPR 137/2012 e il triennio in corso è partito il 1 gennaio 2026 e si chiude il 31 dicembre 2028. Nel CV non serve l'elenco dei corsi: servono i due o tre che c'entrano con l'annuncio, tipo sicurezza cantieri, acustica, antincendio.
Il portfolio è un altro file, e va tenuto corto
Il curriculum serve a far aprire il portfolio, non a sostituirlo. Professione Architetto ha raccolto le indicazioni dello studio Carlo Ratti Associati su come si presenta una candidatura e sono controintuitive per molti neolaureati: massimo 10 o 15 pagine, formato A4 orizzontale, progetti in ordine cronologico dal più recente, e il CV tenuto separato.
Gli errori che cita lo stesso studio sono tre: la ricerca di originalità grafica che finisce per rendere illeggibile il progetto, il numero eccessivo di contenuti dedicati a un singolo lavoro, e la mancanza di personalizzazione rispetto allo studio a cui ti stai proponendo. Vale la pena aggiungere una quarta regola pratica: nei progetti di gruppo scrivi che cosa hai fatto tu. Un rendering firmato a quattro mani senza spiegazione vale zero in fase di selezione.
Sempre da quella fonte arriva un dettaglio utile su come funziona la selezione dentro uno studio strutturato: CV e portfolio finiscono su una piattaforma interna dove tutto il team li vota, poi c'è un primo colloquio telefonico, poi una prova tecnica in presenza. Significa che il tuo file viene guardato da persone diverse per pochi secondi ciascuna. Un portfolio da 40 pagine non viene aperto due volte.
Nel CV il link va in alto, accanto ai contatti, con una riga che dice che cosa c'è dentro: "Portfolio (14 pagine, residenziale e recupero): nomecognome.it/portfolio".
Da elenco di mansioni a esperienza leggibile
Questo è il punto dove si vince o si perde la candidatura. Un esempio vero di come si riscrive.
Prima
Studio Rossi Associati, Bologna. Collaboratore. Redazione elaborati grafici, rapporti con la committenza, pratiche edilizie, sopralluoghi in cantiere.
Dopo
Architetto collaboratore, Studio Rossi Associati, Bologna (da marzo 2022) Progetto definitivo ed esecutivo di 4 interventi di ristrutturazione residenziale tra Bologna e Imola, da 180 a 950 mq di superficie lorda, importo lavori da 240.000 a 1,4 milioni di euro. Modellazione Revit e produzione degli elaborati per la gara di due appalti comunali. 11 pratiche depositate al SUE (7 CILA, 3 SCIA, 1 permesso di costruire) e 2 autorizzazioni paesaggistiche istruite con la Soprintendenza, nessuna pratica respinta. Direzione lavori su 2 cantieri, entrambi consegnati entro i tempi contrattuali.
La seconda versione non inventa nulla: usa le stesse attività della prima e ci mette sopra i numeri che un architetto ha già in mano. Metri quadri, importo dei lavori, numero e tipo di pratiche, fase progettuale, esito. Sono le uniche quattro o cinque grandezze che permettono a chi legge di capire se hai lavorato su villette o su un comparto, e se il tuo lavoro si fermava al rendering o arrivava al collaudo.
Una nota sulle pratiche: scrivere "CILA, SCIA, permesso di costruire" senza il numero è quasi inutile, perché lo scrivono tutti. Scrivere quante ne hai depositate e quante sono passate senza richiesta di integrazioni è un'informazione che nessun altro candidato dà.
BIM: la soglia che ha cambiato le assunzioni
Da un paio d'anni negli annunci italiani "Revit" compare più spesso di "AutoCAD" e c'è un motivo normativo preciso. L'articolo 43 del Codice dei contratti pubblici, il D.Lgs. 36/2023 come modificato dal correttivo D.Lgs. 209/2024, impone dal 1 gennaio 2025 l'uso dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale alle stazioni appaltanti per le opere di valore superiore a 2 milioni di euro, con soglia più alta, 5.404.000 euro, per gli interventi sui beni culturali.
Tradotto in pratica: qualsiasi studio che lavori su gare pubbliche ha bisogno di persone che sappiano lavorare in BIM, e lo cerca nel CV. Se hai esperienza, non limitarti a mettere Revit fra i software. Scrivi il ruolo e il contesto: "modellazione architettonica e coordinamento interdisciplinare su appalto da 3,2 milioni di euro, LOD 300, gestione dell'ambiente di condivisione dati". Se invece hai solo fatto un corso, scrivi il corso e le ore, senza gonfiarlo. Chi ti intervista se ne accorge in tre domande.
Per il resto dei software vale la regola del "solo quello che useresti domani mattina": Revit, Archicad, AutoCAD, Rhino con Grasshopper se davvero lo usi, Primus o ACCA per computi e sicurezza, la suite Adobe per l'impaginazione. Le percentuali e le barrette di riempimento non servono a niente, perché non le verifica nessuno.
Lunghezza, foto e i dettagli che fanno scartare
Una pagina se hai meno di cinque anni di esperienza, due se ne hai di più e hai cantieri da raccontare. Il portfolio è il posto per le immagini, il CV no: un file da 18 MB con i rendering incorporati non arriva nemmeno alla casella di chi seleziona. Esporta in PDF sotto i 2 MB e dai al file un nome sensato, Cognome_Nome_CV_architetto.pdf.
Sulla foto, in Italia è ancora prassi diffusa ma non è obbligatoria e non aggiunge nulla a una candidatura tecnica. Se vuoi approfondire c'è la guida su foto e privacy nel curriculum. Se lavori anche con studi stranieri, tienine una versione senza foto: in molti paesi europei la fa scartare a monte.
Ultimo controllo, quello che quasi nessuno fa: apri l'annuncio e riprendi le sue parole. Se lo studio scrive "recupero del patrimonio esistente", il tuo riepilogo non deve dire "restauro e riqualificazione". Deve dire recupero del patrimonio esistente, perché è quello che il filtro automatico e l'occhio umano cercano nello stesso momento.
Un riepilogo professionale che funziona suona così:
Architetto iscritto alla sezione A dell'Ordine di Bologna dal 2021. Sei anni su residenziale e recupero del patrimonio esistente, dal preliminare alla direzione lavori. Revit dal 2020, coordinamento informativo su due appalti pubblici sopra i 2 milioni di euro. Cerco uno studio che segua il progetto fino al cantiere.
Tre righe, nessun aggettivo, e chi legge sa già se convocarti. Se vuoi partire da una struttura già impostata invece che da un foglio bianco, puoi creare il tuo curriculum con Laddro e concentrarti sui contenuti. E se il tuo profilo è più vicino all'area tecnica strutturale che a quella progettuale, guarda anche la guida al curriculum da ingegnere.