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Ti hanno licenziato: diritti, NASpI e cosa fare subito

Hai 60 giorni per impugnare un licenziamento illegittimo. La NASpI ti dà fino a 24 mesi di indennità. I passi da seguire immediatamente.

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mar 06, 20265 min di lettura
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Essere licenziati è stressante. Ma in Italia hai diritti precisi, sanciti dal Codice Civile, dallo Statuto dei Lavoratori e dalla legislazione più recente. Il problema è che molti lavoratori non li conoscono e perdono opportunità concrete — economiche e legali — per non aver agito in tempo. Questa guida ti spiega cosa fare, passo dopo passo.

I tipi di licenziamento

Per giusta causa (articolo 2119 Codice Civile). Il datore di lavoro contesta un fatto così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro. Esempi tipici: furto in azienda, insubordinazione grave, violenza sul luogo di lavoro, assenza ingiustificata prolungata (generalmente oltre 3-5 giorni consecutivi, a seconda del CCNL). Non è previsto preavviso: il rapporto si interrompe immediatamente. Il lavoratore ha comunque diritto al TFR maturato.

Per giustificato motivo soggettivo (articolo 3, L. 604/1966). Un inadempimento del lavoratore meno grave della giusta causa ma comunque significativo: ritardi reiterati, scarso rendimento documentato, violazione delle procedure aziendali. È previsto il preavviso (la cui durata dipende dal CCNL e dall'anzianità di servizio) o, in alternativa, l'indennità sostitutiva del preavviso.

Per giustificato motivo oggettivo (articolo 3, L. 604/1966). Ragioni economiche, organizzative o produttive dell'azienda: soppressione del posto, riorganizzazione, crisi aziendale, chiusura di un reparto. Il licenziamento non dipende dal comportamento del lavoratore. È previsto il preavviso. Nelle aziende con più di 15 dipendenti, prima del Jobs Act era previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro.

Licenziamento collettivo (L. 223/1991). Quando un'azienda con più di 15 dipendenti intende licenziare almeno 5 lavoratori in 120 giorni per riduzione o trasformazione dell'attività. È prevista una procedura sindacale obbligatoria e l'intervento della Regione.

Le tutele: cosa succede se il licenziamento è illegittimo

Le conseguenze dipendono da quando sei stato assunto e dalle dimensioni dell'azienda:

Assunti dal 7 marzo 2015 in poi (Jobs Act, D.Lgs. 23/2015). In caso di licenziamento illegittimo per motivo oggettivo o soggettivo, il giudice dispone un'indennità economica pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di 6 e un massimo di 36 mensilità. La reintegrazione nel posto di lavoro è prevista solo per licenziamento discriminatorio, nullo o intimato in forma orale.

Assunti prima del 7 marzo 2015 (articolo 18, Statuto dei Lavoratori). Nelle aziende con più di 15 dipendenti, il giudice può disporre la reintegrazione anche in caso di licenziamento economico illegittimo, oltre al risarcimento del danno.

Piccole imprese (fino a 15 dipendenti). Le tutele sono ridotte: in caso di licenziamento illegittimo, il datore può scegliere tra la riassunzione e il pagamento di un'indennità tra 2,5 e 6 mensilità.

Il termine di 60 giorni: non perderlo

Hai 60 giorni dalla comunicazione del licenziamento per impugnarlo stragiudizialmente, inviando una lettera raccomandata A/R o una PEC al datore di lavoro in cui contesti la legittimità del recesso. Se non lo fai entro 60 giorni, il licenziamento si consolida e non è più impugnabile. Dopo l'impugnazione, hai 180 giorni per depositare il ricorso presso il Tribunale del Lavoro competente.

Questo termine è tassativo e non ammette proroghe. Molti lavoratori perdono i propri diritti semplicemente perché non conoscono questa scadenza.

La NASpI: aggiornamento 2026

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, D.Lgs. 22/2015) è l'indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro.

Requisiti (invariati nel 2026):

  • Stato di disoccupazione involontaria (licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa).
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto.
  • Rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro presso il Centro per l'Impiego.

Importo 2026 (aggiornato con Circolare INPS 2026):

  • Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.456,72 euro: la NASpI è pari al 75% della retribuzione.
  • Se la retribuzione media supera la soglia: 75% di 1.456,72 euro (= 1.092,54 euro) + 25% della differenza tra la retribuzione e la soglia.
  • Importo massimo mensile: 1.584,70 euro lordi (era 1.562,82 euro nel 2025).
  • Dal quarto mese, l'importo si riduce del 3% al mese (decalage).

Durata: Pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi (104 settimane).

Novità 2026: La Legge di Bilancio 2026 ha modificato la NASpI anticipata (liquidazione in un'unica soluzione per chi avvia un'attività autonoma): dal 1° gennaio 2026, viene erogata in due rate anziché in un'unica soluzione.

Domanda: Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, tramite il portale INPS (sezione "Prestazioni e servizi"), tramite patronato (CGIL, CISL, UIL, ACLI) o tramite il Contact Center INPS (803.164 da fisso, 06.164.164 da mobile).

Il TFR: il tuo diritto in ogni caso

Indipendentemente dal motivo del licenziamento, hai diritto al Trattamento di Fine Rapporto (TFR), pari a circa una mensilità per ogni anno di servizio. Se il datore non lo paga, puoi rivolgerti al Fondo di Garanzia INPS (articolo 2, L. 297/1982).

Cosa fare subito: i primi 7 giorni

  1. Leggi la lettera di licenziamento con attenzione. Identifica il motivo indicato e verifica che la procedura sia corretta (forma scritta, motivazione, rispetto del preavviso).
  2. Consulta un avvocato del lavoro o un patronato entro la prima settimana. La consulenza iniziale è spesso gratuita presso i patronati sindacali (CGIL, CISL, UIL).
  3. Rilascia la DID al Centro per l'Impiego competente.
  4. Presenta domanda di NASpI entro 68 giorni tramite INPS o patronato.
  5. Verifica le ferie e i permessi non goduti. Devono essere pagati nell'ultima busta paga insieme al TFR.
  6. Richiedi il certificato di lavoro (articolo 2124 CC) e la lettera di referenze.
  7. Comincia a cercare lavoro immediatamente. Non aspettare che la NASpI sia attiva. Organizza la tua ricerca su Laddro.

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