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Networking in Italia: tra raccomandazione e meritocrazia

In Italia la 'raccomandazione' ha una cattiva fama. Ma il networking professionale è diverso dal favoritismo. Come farlo bene.

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mar 21, 20265 min di lettura
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In Italia, la parola "raccomandazione" porta con sé un bagaglio pesante. Evoca favoritismo, clientelismo, meritocrazia negata. Non a caso, secondo un'indagine Eurobarometro (2024), il 42% degli italiani ritiene che le connessioni personali siano più importanti delle competenze per trovare lavoro. È un dato tra i più alti d'Europa, e racconta una percezione radicata.

Ma c'è una distinzione fondamentale che in Italia si fatica a fare: networking professionale e raccomandazione non sono la stessa cosa. Il networking connette persone competenti a opportunità reali. La raccomandazione piazza persone inadeguate in ruoli che non meritano, a scapito di chi ha le competenze. Confondere le due cose significa rinunciare a uno strumento essenziale per la carriera.

Come funziona davvero il mercato del lavoro nascosto

Secondo uno studio di Adecco Italia, circa il 65-70% delle posizioni lavorative non viene mai pubblicato su portali di annunci. Vengono riempite attraverso segnalazioni interne, passaparola e contatti diretti. Questo dato non è un'anomalia italiana: anche negli Stati Uniti si stima che il cosiddetto "hidden job market" copra oltre il 70% delle assunzioni (fonte: Bureau of Labor Statistics, analisi indirette).

Il motivo è economico. Pubblicare un annuncio, scremare centinaia di CV e condurre decine di colloqui costa tempo e denaro. Se un dipendente fidato segnala un candidato competente, il processo si accorcia drasticamente. Non è clientelismo: è efficienza organizzativa.

Questo significa che se non fai networking, ti stai precludendo l'accesso alla maggioranza delle opportunità. Non è un'opinione: è aritmetica.

LinkedIn Italia: 18 milioni di utenti, pochi che lo usano bene

LinkedIn conta oltre 18 milioni di utenti registrati in Italia (dati LinkedIn, 2025). Ma la differenza tra avere un profilo e usare LinkedIn in modo strategico è abissale.

La maggior parte degli utenti italiani ha un profilo incompleto, non pubblica contenuti e non interagisce. Questo è un vantaggio per chi decide di investire sulla piattaforma. Ecco come usarla efficacemente:

  • Ottimizza il titolo e il sommario con parole chiave del tuo settore, non con frasi generiche come "in cerca di nuove opportunità"
  • Pubblica contenuti regolarmente: commenti su notizie di settore, riflessioni professionali, risultati raggiunti. L'algoritmo di LinkedIn premia la costanza
  • Interagisci con i post di persone nel tuo settore: commenti ragionati, non "Bel post!" ma contributi che aggiungano valore
  • Invia richieste di connessione personalizzate: spiega chi sei e perché vuoi connetterti. Un messaggio generico viene ignorato nel 90% dei casi
  • Chiedi informazioni, non lavoro: le persone sono più disponibili a condividere la loro esperienza che a trovarti un impiego. Le informazioni poi portano naturalmente alle opportunità

Eventi, conferenze e meetup: il networking dal vivo

Il networking online è importante, ma quello dal vivo resta insostituibile. In Italia le opportunità non mancano:

Milano è la città con la maggiore densità di eventi professionali: dai meetup tech (Milano JS, GDG Milano, AWS User Group) alle conferenze di settore come il Salone del Mobile, la Milano Digital Week e la Social Media Week. Per il settore finanziario, il Salone del Risparmio attira migliaia di professionisti.

Roma ospita eventi legati alla PA, all'innovazione pubblica e al mondo delle istituzioni. Il Forum PA è l'appuntamento annuale più importante per chi lavora nel settore pubblico o nelle aziende che forniscono servizi alla PA.

Torino, Bologna e Firenze hanno ecosistemi più piccoli ma dinamici, con meetup tematici, incubatori universitari e associazioni di categoria attive.

Un consiglio pratico: non andare agli eventi solo per raccogliere biglietti da visita. Vai per imparare, per fare domande intelligenti e per costruire relazioni autentiche. Il follow-up è fondamentale: dopo l'evento, connettiti su LinkedIn con un messaggio che faccia riferimento alla conversazione avuta.

La rete più preziosa: ex colleghi e compagni di università

Spesso si sottovaluta il valore delle relazioni già costruite. Gli ex colleghi sanno come lavori, conoscono i tuoi punti di forza e sono i primi a pensare a te quando si apre una posizione nella loro nuova azienda. Mantieni questi rapporti attivi, anche solo con un messaggio ogni tanto.

I compagni di università sono un network naturale che attraversa settori e aziende diverse. Dieci anni dopo la laurea, i tuoi compagni di corso saranno sparsi in decine di aziende. Questo è un patrimonio di contatti che non richiede sforzo per essere costruito, solo per essere mantenuto.

Anche le associazioni degli alumni universitari stanno crescendo in Italia, soprattutto quelle legate a Bocconi, Politecnico di Milano, LUISS e altre università con forte legame con il mondo del lavoro.

Come fare networking senza sentirsi a disagio

Molti italiani provano imbarazzo nel fare networking perché lo percepiscono come un atto interessato, quasi manipolatorio. Ecco tre principi per superare questo blocco:

Dai prima di chiedere. Il networking funziona quando è reciproco. Condividi informazioni utili, fai presentazioni tra persone che possono beneficiare dal conoscersi, offri il tuo tempo e la tua esperienza. Quando avrai bisogno di qualcosa, le persone saranno naturalmente disposte ad aiutarti.

Sii specifico. "Hai qualcosa per me?" è una domanda che mette in difficoltà. "Sto cercando un ruolo di project manager nel settore farmaceutico a Milano, conosci qualcuno in quel mondo?" è una domanda a cui è facile rispondere.

Sii costante, non opportunista. Il networking non è qualcosa che si fa solo quando si cerca lavoro. È un investimento continuo nelle relazioni professionali. Chi si fa vivo solo quando ha bisogno viene percepito come opportunista, e a ragione.

Networking e meritocrazia: non sono in contraddizione

L'idea che il networking sia incompatibile con la meritocrazia è un malinteso tipicamente italiano. Nei paesi anglosassoni, il networking è considerato una competenza professionale a tutti gli effetti. Non sostituisce la competenza tecnica: la amplifica.

Un professionista competente che non fa networking è invisibile. Un professionista competente che fa networking moltiplica le sue opportunità. La competenza è la condizione necessaria; il networking è il moltiplicatore.

Secondo uno studio della Harvard Business Review, i professionisti con reti professionali ampie e diversificate guadagnano in media il 12-15% in più rispetto a colleghi con competenze simili ma reti più ristrette. Il motivo è semplice: hanno accesso a più informazioni, più opportunità e più risorse.

Non vergognarti di fare networking. Vergognati solo se lo fai senza avere nulla da offrire. Inizia a costruire la tua rete professionale e trova le opportunità giuste su Laddro.

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