Smart working in Italia nel 2026: tra conquista e marcia indietro
Lo smart working in Italia è diventato parte del panorama lavorativo, ma alcune aziende stanno tornando indietro. Ecco come orientarsi.
Laddro Team

Prima della pandemia, lo smart working in Italia era una rarità. Un privilegio riservato a poche aziende tech e a qualche multinazionale illuminata. Poi, da un giorno all altro, milioni di italiani hanno scoperto che si poteva lavorare dal tavolo della cucina.
Tre anni dopo, dove siamo?
Lo stato attuale
Lo smart working si è radicato nel tessuto lavorativo italiano, ma in modo disomogeneo. Le grandi aziende del Nord offrono tipicamente due o tre giorni a settimana di lavoro da casa. Le PMI sono più esitanti. E ovviamente, molti settori non possono adottarlo: ristorazione, manifattura, sanità, edilizia.
Il termine italiano "smart working" ha una sfumatura diversa dal semplice "lavoro da remoto". Nella legge italiana (L. 81/2017), indica una modalità di lavoro senza vincoli di orario e luogo, basata su obiettivi. In pratica, però, per la maggior parte dei lavoratori si traduce in "lavorare da casa alcuni giorni".
Quello che è cambiato è che il dibattito non è più "smart working sì o no". La domanda è: quanti giorni, con quali regole, e per chi.
Il ritorno in ufficio
Alcune grandi aziende italiane stanno riducendo i giorni di smart working. Il discorso del "tornare in ufficio per la cultura aziendale" sta guadagnando terreno tra i dirigenti, soprattutto nei settori più tradizionali come banca e assicurazioni.
C è anche una questione generazionale. Molti manager over 50 sono cresciuti in una cultura della presenza fisica. Per loro, un dipendente che non si vede non sta davvero lavorando. È un pregiudizio, certo, ma influenza le decisioni aziendali.
Cosa vogliono i lavoratori italiani
I numeri parlano chiaro: la maggioranza dei lavoratori italiani, soprattutto nel terziario, vuole mantenere almeno due giorni di smart working. Per molti è diventato un criterio di scelta dell azienda, alla pari dello stipendio.
Per chi vive in città come Milano o Roma, dove il pendolarismo può richiedere ore, lo smart working non è un lusso. È una questione di qualità della vita.
Come presentarsi per un ruolo in smart working
Se cerchi un lavoro con possibilità di smart working, ecco come impostare la tua candidatura.
Dimostra autonomia. Chi offre smart working cerca persone capaci di organizzarsi da sole. Nel tuo CV, metti in evidenza esperienze di gestione autonoma di progetti, di lavoro per obiettivi, di coordinamento con team distribuiti.
Cita gli strumenti che conosci. Slack, Microsoft Teams, Zoom, Asana, Notion, Trello: la padronanza di questi strumenti non è un bonus, è un prerequisito. Inseriscili nella sezione competenze.
Sii chiaro sulle tue aspettative. Se lo smart working è un requisito non negoziabile, candidati solo per offerte che lo prevedono esplicitamente. Cercare di negoziarlo dopo l assunzione è rischioso.
Adatta la lettera di motivazione. Se l annuncio menziona lo smart working, racconta la tua esperienza in questa modalità. Se non ne parla, evita di sollevare il tema nella candidatura scritta. Meglio affrontarlo in sede di colloquio.
Il caso delle città italiane
Lo smart working ha avuto un impatto geografico significativo in Italia. Milano, Roma e le altre grandi città hanno visto alcuni lavoratori trasferirsi in centri più piccoli, mantenendo il lavoro nella grande azienda.
Questo fenomeno ha rivitalizzato borghi e piccole città del Centro e del Sud, ma ha creato anche tensioni. Alcuni datori di lavoro ora richiedono la presenza periodica in sede, il che è problematico per chi si è trasferito a centinaia di chilometri.
Se sei in questa situazione, sii trasparente nella tua candidatura. Indica dove vivi e la tua disponibilità per trasferte. I recruiter apprezzano la chiarezza.
Il quadro normativo italiano
L Italia ha un quadro legislativo specifico per lo smart working. La legge 81/2017 regola il "lavoro agile" e prevede che sia formalizzato con un accordo individuale tra lavoratore e datore di lavoro. Le tutele in termini di sicurezza, assicurazione e disconnessione sono definite.
Conoscere queste norme ti dà un vantaggio nei colloqui. Mostra che prendi il tema sul serio e che sei un interlocutore informato.
Trovare l equilibrio giusto
Lo smart working in Italia non è un diritto acquisito né una moda passeggera. È una modalità di lavoro che si sta stabilizzando, con forme diverse a seconda del settore, dell azienda e della zona geografica.
Il tuo miglior asset è dimostrare che sei produttivo, organizzato e capace di portare risultati ovunque tu lavori.
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