Curriculum da insegnante: esempio, struttura e MAD
Come scrivere un curriculum da insegnante in Italia: struttura, profilo di esempio, classi di concorso e titoli, più l'email giusta per MAD e paritarie.
Laddro Team

A metà settembre le segreterie scolastiche italiane vivono le due settimane più confuse dell'anno. Le graduatorie si esauriscono, un docente si mette in malattia, una cattedra di sostegno resta scoperta e qualcuno in segreteria apre la cartella delle candidature spontanee arrivate via PEC ad agosto. Se dentro quella cartella c'è il tuo curriculum e si legge in trenta secondi, ti chiamano. Se è un modello europeo di cinque pagine con metà delle caselle vuote, passano al file successivo.
Qui trovi come si costruisce un CV da insegnante che funziona in Italia: dove serve davvero e dove non serve a niente, cosa deve contenere riga per riga, un profilo di esempio da adattare e il testo dell'email con cui lo invii.
Dove il tuo CV conta e dove non lo guarda nessuno
Questa è la parte che quasi nessuno spiega, e cambia tutto il modo in cui scrivi il documento.
Per le supplenze da graduatoria il tuo curriculum non viene letto. Le GPS funzionano a punteggio: l'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 ha regolato l'aggiornamento delle graduatorie provinciali per il biennio 2026/28, con domande aperte dal 23 febbraio al 16 marzo 2026, e da lì in poi conta solo dove sei in elenco. Anche l'istanza per le nomine annuali passa da Istanze Online: secondo la nota operativa del MIM ripresa da Tuttoscuola, per il 2026/27 la finestra è andata dal 16 al 29 luglio 2026. Nessun dirigente sceglie chi chiamare leggendo un CV.
Il curriculum torna a pesare appena si esce dalle graduatorie, e succede spesso. La circolare MIM n. 157048 del 9 luglio 2025 prevede che le scuole attivino gli interpelli quando sono esaurite GAE, GPS e graduatorie di istituto, comprese quelle degli istituti vicini. A quel punto la scuola riceve candidature libere e le confronta. Stessa cosa per la MAD, la messa a disposizione, che resta l'ultima risorsa quando nemmeno gli interpelli coprono la cattedra. E stessa cosa, in modo ancora più marcato, per tutto quello che non è scuola statale: paritarie, CPIA, centri di formazione professionale, scuole di lingua, doposcuola e cooperative che gestiscono l'assistenza educativa. Lì si assume come in qualsiasi altro settore, cioè leggendo CV e facendo colloqui.
Quanto vale questo spazio? Secondo Tuttoscuola, per l'anno scolastico 2025/26 sono entrati in ruolo 41.901 docenti, ma le supplenze sui posti di sostegno in deroga sono state circa 120.000. Il precariato non è un'eccezione, è il canale d'ingresso normale nella scuola italiana.
Una precisazione che evita brutte figure: le note ministeriali sulle supplenze riservano la MAD a chi non risulta inserito in nessuna graduatoria, come ricordano le guide di settore di Ticonsiglio e Docenti.it. Se sei già in GPS, il tuo canale sono le nomine e gli interpelli, non la candidatura spontanea alla scuola statale. Verso le paritarie e i privati, invece, puoi scrivere sempre.
Cosa cerca chi apre il tuo file
In segreteria o sulla scrivania del dirigente, la lettura è rapidissima e cerca quattro informazioni: qual è il tuo titolo di accesso, per quale classe di concorso o tipo di posto ti candidi, se hai la specializzazione sul sostegno e per quale zona sei davvero disponibile. Se una di queste quattro cose non si trova nella prima schermata, il file viene chiuso.
La guida di Indeed Italia sul curriculum per la messa a disposizione mette al primo posto proprio questo blocco: dati anagrafici e recapiti, titoli di studio con ateneo, voto e data di conseguimento, classe di concorso coerente con il piano di studi, esperienze scolastiche pregresse. Non è un curriculum creativo. È un documento che deve permettere a un'altra persona di verificare in fretta che tu possa essere nominato.
La struttura, dall'alto verso il basso
- Contatti: nome, telefono, email o PEC, città e provincia
- Profilo, tre o quattro righe
- Classi di concorso e tipologie di posto per cui ti candidi
- Titoli di studio e abilitazioni
- Esperienza di insegnamento, dalla più recente
- Altre esperienze con bambini e ragazzi
- Competenze, certificazioni, lingue
- Disponibilità e autorizzazione al trattamento dei dati
Due pagine al massimo. Se hai meno di tre anni di servizio, una pagina basta e avanza.
Il profilo in cima: prima e dopo
Questa è la parte che quasi tutti sbagliano, perché la riempiono di aggettivi.
Versione da buttare:
Sono una persona motivata e appassionata di insegnamento, con ottime capacità relazionali, spirito di iniziativa e voglia di mettermi in gioco in un ambiente stimolante.
Versione che fa alzare il telefono:
Laureata in Lettere moderne (LM-14) all'Università di Bologna, titolo di accesso alle classi di concorso A022 e A012. Tre anni scolastici di supplenze nella secondaria di primo grado tra Bologna e Imola, di cui due su posto di sostegno. Specializzazione TFA sostegno conseguita nel 2025. Disponibile per supplenze brevi e annuali su tutta la provincia, anche con preavviso di 24 ore.
La seconda versione dice esattamente le quattro cose che la segreteria stava cercando, e le dice prima che qualcuno debba scorrere il documento.
Come si scrive una supplenza nella sezione esperienza
Anche qui il salto è tutto nei dettagli concreti.
Versione generica:
Insegnante di italiano presso vari istituti scolastici.
Versione utile:
Supplenza breve, classe di concorso A022, Istituto Comprensivo n. 10, Bologna. Da ottobre 2025 a gennaio 2026. Due classi seconde, 18 ore settimanali. Programmazione per competenze, valutazione, colloqui con le famiglie, registro elettronico Argo, coordinamento con il consiglio di classe per due alunni con PDP.
Lo schema da ripetere per ogni incarico è sempre lo stesso: istituto e città, classe di concorso o tipo di posto, periodo esatto, ore settimanali, cosa hai fatto in classe. Il periodo esatto non è un dettaglio burocratico: chi legge sta anche stimando il tuo servizio, e un incarico scritto senza date vale come se non ci fosse.
Se hai lavorato sul sostegno, scrivi il grado di scuola, il numero di alunni seguiti e gli strumenti usati, dal PEI su base ICF alla comunicazione aumentativa. Se hai fatto solo supplenze di pochi giorni, raggruppale: "supplenze brevi su A028 in sei istituti comprensivi della provincia di Treviso, da settembre 2024 a giugno 2025, circa 90 giorni complessivi".
Titoli e certificazioni: cosa scrivere e cosa lasciare fuori
Il titolo di accesso va scritto per esteso, con ateneo, classe di laurea, voto e data. Poi, in ordine: percorsi abilitanti, i CFU o CFA acquisiti per l'accesso alla secondaria, la specializzazione sul sostegno, i master e i corsi di perfezionamento pertinenti.
Le certificazioni linguistiche e informatiche vanno bene, ma solo se hanno senso per la cattedra. Un C1 di inglese su una candidatura per AB25 è centrale. Lo stesso C1 su una candidatura di matematica occupa spazio e basta. Nelle paritarie, dove la selezione è discrezionale, contano molto di più le esperienze reali in aula e le referenze del dirigente precedente.
Se non hai ancora insegnato
Succede a moltissimi, e non è un problema se il CV racconta la cosa giusta. Un istituto che deve coprire una supplenza breve vuole sapere se sai stare davanti a venticinque ragazzini, non se hai già un contratto alle spalle.
Quindi vanno in evidenza: il tirocinio diretto e indiretto del percorso universitario, con ore e scuola ospitante; doposcuola e aiuto compiti; ripetizioni private, con materie ed età degli studenti; animazione in centri estivi, oratori, scout, campi sportivi; assistenza educativa in cooperativa; laboratori nei musei o nelle biblioteche. La guida di Indeed Italia sulla messa a disposizione insiste esattamente su questo punto per chi non ha ancora servizio: valorizza ogni esperienza fatta accanto ai ragazzi.
L'email con cui lo mandi
Un CV perfetto in un'email disordinata non viene aperto. L'oggetto deve dire chi sei e per cosa scrivi, senza aggettivi:
MAD a.s. 2026/2027, classe di concorso A022 e sostegno, Rossi Giulia
Il corpo sta in cinque righe:
Gentile Dirigente, gentile segreteria, invio la mia disponibilità per supplenze nell'anno scolastico 2026/2027 sulla classe di concorso A022 e su posto di sostegno nella scuola secondaria di primo grado. Sono laureata in Lettere moderne, specializzata sul sostegno, con tre anni di servizio in provincia di Bologna. Sono disponibile anche per incarichi brevi e con preavviso immediato. In allegato trovate domanda firmata, curriculum, documento d'identità e codice fiscale. Resto a disposizione per un colloquio. Cordiali saluti.
Alcune indicazioni pratiche che fanno la differenza: manda il PDF, mai il file Word, e chiamalo con il tuo cognome, per esempio Rossi_Giulia_CV.pdf. Scrivi alla sede centrale dell'istituto comprensivo e non ai singoli plessi, come consiglia Indeed Italia. Metti sempre l'autorizzazione al trattamento dei dati personali in fondo al curriculum. E manda una email per scuola: una PEC con duecento indirizzi in copia si riconosce subito e finisce nel cestino.
Quando conviene inviare
Il periodo migliore è quello che stai attraversando adesso. Le guide di Ticonsiglio e Docenti.it collocano i momenti utili da metà agosto a fine settembre, poi a gennaio con i rientri dopo le vacanze e di nuovo tra maggio e giugno, mentre il picco vero delle chiamate va dalla seconda settimana di settembre ai primi quindici giorni di ottobre. Ricordati che la disponibilità va rinnovata ogni anno scolastico: una MAD dell'anno scorso, per una segreteria, non esiste più.
Un'ultima cosa. Quando ti chiamano, ti chiamano per oggi o per domani mattina, e ti chiedono di prendere servizio in tempi strettissimi: la nota MIM sugli interpelli parla di presa di servizio entro 24 ore dall'accettazione. Tieni il curriculum aggiornato e pronto in PDF sul telefono, con la disponibilità scritta in modo onesto. Dichiarare una provincia intera e poi rifiutare tre chiamate perché la scuola è a quaranta chilometri è il modo più veloce per non essere richiamato.