Vai al contenuto
Laddro
consigli-cv

Curriculum da giornalista: esempio, albo e portfolio

Come scrivere un curriculum da giornalista in Italia: albo ed elenchi, praticantato, esame di Stato, portfolio dei pezzi e due riepiloghi di esempio pronti.

8 min di lettura
Illustration for Curriculum da giornalista: esempio, albo e portfolio

Chi legge il curriculum di un giornalista lo fa quasi sempre con una seconda finestra aperta: l'Albo unico nazionale sul sito dell'Ordine. In un minuto verifica se sei davvero iscritto, in quale elenco e da quando. Tutto quello che scrivi nella prima mezza pagina viene confrontato con quella schermata, e una vaghezza che altrove passerebbe inosservata qui diventa subito un problema.

È il motivo per cui un CV da cronista funziona in modo diverso da un CV da impiegato. Non deve convincere che sai scrivere, quello lo dimostrano i pezzi. Deve rendere immediato lo stato professionale, il percorso che ti ci ha portato e il tipo di lavoro che sai reggere in redazione.

Prima riga: in quale elenco sei

La legge 69/1963 divide l'albo in due elenchi principali, professionisti e pubblicisti, più l'elenco praticanti e l'elenco speciale riservato ai direttori di periodici a carattere tecnico, professionale o scientifico. Non sono sinonimi e chi assume lo sa benissimo.

Le proporzioni reali dicono perché conta scriverlo per esteso. L'annuario 2026 dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, con dati al 31 dicembre 2025, conta nella sola regione 1.150 professionisti, 3.858 pubblicisti, 36 praticanti e 321 iscritti all'elenco speciale, per un totale di 5.351. I pubblicisti sono più del triplo dei professionisti: scrivere soltanto "giornalista" ti mette in mezzo a una folla, e il selezionatore deve andarsi a cercare il dato.

Nel CV la riga giusta sta subito sotto il nome e contiene quattro informazioni:

Giornalista pubblicista, iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, tessera n. 1XXXXX, dal marzo 2021

Se sei praticante aggiungi la testata e la data di apertura del praticantato. Se sei nell'elenco speciale dillo chiaramente, perché quell'iscrizione descrive un ruolo preciso e non va confusa con le altre.

Il percorso conta quanto il titolo

Le tre strade per arrivare al tesserino sono diverse e vale la pena nominare la tua con le parole dell'Ordine.

I pubblicisti entrano senza esame. L'articolo 35 della legge 69/1963 chiede un'attività giornalistica continuativa e regolarmente retribuita per almeno due anni. Le FAQ del Consiglio nazionale precisano un punto che sorprende molti: la legge non fissa un numero minimo di articoli, ma le pubblicazioni devono ricadere nell'ultimo biennio dalla data della domanda, il compenso va documentato sui 24 mesi precedenti e la testata deve essere regolarmente registrata con un direttore iscritto all'albo. Carta stampata, online e radiotelevisivo valgono allo stesso modo.

I professionisti passano dal praticantato: 18 mesi previsti dall'articolo 34, più un corso di preparazione teorica di almeno 45 ore organizzato dal Consiglio nazionale o da un Consiglio regionale, e infine l'esame di idoneità professionale. Attenzione a una scadenza poco citata: le FAQ dell'Ordine indicano un limite di tre anni, trascorso il quale il Consiglio regionale procede alla cancellazione dall'elenco praticanti.

La terza strada è la scuola riconosciuta. Il Consiglio nazionale riconosce undici master biennali, tra cui l'IFG di Urbino, la Walter Tobagi dell'Università di Milano, la Massimo Baldini della LUISS, la Cattolica e la IULM a Milano, il Centro di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, il Giorgio Bocca a Torino, la LUMSA, la Suor Orsola Benincasa di Napoli e le scuole delle università di Bari e Bologna. Si entra previo superamento di una selezione attitudinale e il biennio sostituisce il praticantato.

Questo dettaglio nel CV non è burocrazia. Un direttore che vede "biennio alla Tobagi, selezione 2023" sa quanti candidati c'erano, quante ore di redazione hai fatto e che tipo di formazione hai ricevuto. Scrivere "master in giornalismo" al posto del nome della scuola butta via tutto.

Se l'esame non l'hai ancora dato

Chi è in attesa della sessione tende a nascondere la cosa, e sbaglia. Le prove sono pubbliche e descritte nel dettaglio sul sito dell'Ordine: lo scritto prevede una sintesi di un testo in massimo 1.800 caratteri spazi inclusi, un questionario di attualità e cultura politico-economico-sociale e un articolo di massimo 2.700 caratteri su un tema scelto tra almeno sei categorie, dalla cronaca interna all'estera, dall'economia e lavoro alla giudiziaria, allo sport, alla cultura e spettacoli.

Sempre secondo il regolamento pubblicato dall'Ordine, per l'orale serve un elaborato: un articolo di massimo 5.500/6.000 caratteri, oppure un long form ipertestuale, un video o un audio di massimo tre minuti con abstract. Va fatto arrivare alla Commissione a Roma, in via Sommacampagna 19, almeno tre giorni prima della convocazione, per posta o a mano, con fax ed email espressamente esclusi. All'orale si discute quell'elaborato e si viene interrogati su storia del giornalismo, sociologia e psicologia dell'opinione pubblica, tecnica e pratica professionale, norme giuridiche sulla professione, deontologia e i media nel sistema economico italiano.

Nel CV basta una riga onesta: "Praticante dal 12 aprile 2025, corso di 45 ore completato, esame di idoneità professionale previsto nella prossima sessione". Chi seleziona sa contare i mesi e sa che fra poco avrà un professionista senza aver pagato il praticantato.

Il portfolio è parte del curriculum, non un allegato

Gli annunci italiani per giornalista e redattore web pubblicati su Indeed chiedono quasi sempre le stesse tre cose: l'iscrizione all'Ordine, un'esperienza documentata di almeno tre anni nel ruolo e un portfolio di articoli o video accompagnato da una breve presentazione. Il portfolio non è materiale extra, è la prova che il resto del foglio sta in piedi.

La regola che funziona: cinque o sei pezzi, non trenta, scelti per coprire formati diversi e non lo stesso pezzo declinato cinque volte. Ogni voce con testata, data, formato e link diretto.

Ecco la differenza fra un elenco che non dice niente e uno che lavora per te.

Prima:

Numerosi articoli pubblicati su testate locali e nazionali. Link disponibili su richiesta.

Dopo:

  • Il Tirreno, 14 marzo 2026, inchiesta in due puntate sugli appalti della raccolta rifiuti a Livorno, 9.000 battute, ripresa da Ansa il giorno successivo
  • Redattore Sociale, 7 novembre 2025, reportage dal centro di accoglienza di Settimo Torinese, con fotogallery curata in proprio
  • Radio Popolare, 3 ottobre 2025, servizio di tre minuti sul contratto dei metalmeccanici, andato in onda nel GR delle 13

Il "link disponibili su richiesta" costa colloqui. Chi legge non scrive per chiedere i link, passa al CV successivo.

Due riepiloghi professionali da adattare

Il blocco di apertura deve dire ruolo, elenco, ambito e ritmo di lavoro in quattro righe.

Cronista di redazione:

Giornalista professionista dal 2022, praticantato alla redazione cronaca del Messaggero Veneto a Udine. Cronaca giudiziaria e amministrazione locale, con una media di tre pezzi al giorno più gli aggiornamenti del sito. Autonoma su CMS e titolazione SEO, abituata alle chiusure serali e ai turni di reperibilità nel fine settimana.

Freelance con partita IVA:

Giornalista pubblicista dal 2019, collaboro stabilmente con tre testate nazionali su sanità e welfare. Nel 2025 ho firmato 74 pezzi, di cui due inchieste lunghe con accesso agli atti tramite richiesta FOIA. Gestisco in autonomia contatti, verifica delle fonti e consegne, con partita IVA e fatturazione diretta.

Nota la differenza: il primo vende ritmo e tenuta in redazione, il secondo vende affidabilità e numeri di produzione. Sono due mercati diversi e lo stesso riepilogo non serve a entrambi.

Le esperienze si scrivono con i numeri della redazione

Il difetto più comune è raccontare il lavoro per aree tematiche invece che per risultati misurabili.

Prima:

Collaboratore presso quotidiano locale. Mi occupavo di cronaca e di eventi culturali del territorio.

Dopo:

Collaboratore di cronaca, La Nuova Sardegna, sede di Sassari, settembre 2023 a oggi. Copertura di consiglio comunale e giudiziaria per i comuni della provincia, circa 15 pezzi a settimana. Nel 2025 ho aperto due volte la pagina provinciale con notizie di prima mano su un'inchiesta della Procura. Turni serali su chiusura alle 23, uso quotidiano di Méthode e dei flussi Ansa.

Le cose che un caporedattore cerca sono lì: volume, materia, strumenti, orari, capacità di procurarsi notizie proprie.

La formazione continua si scrive nel CV

L'obbligo formativo dell'Ordine è spesso trascurato e invece è un segnale di serietà a costo zero. Il regolamento sulla formazione professionale continua del Consiglio nazionale organizza il sistema in cicli triennali: 60 crediti da acquisire nel triennio, distribuiti su almeno due anni, di cui almeno 20 in materie deontologiche. Per chi è iscritto all'albo da oltre trent'anni l'obbligo scende a 20 crediti, di cui almeno 10 deontologici. Il nuovo testo del regolamento entra in vigore il 13 giugno 2026 e mantiene questa struttura.

Non assolvere l'obbligo ha conseguenze: i Consigli regionali segnalano l'inadempienza ai Consigli di disciplina territoriali, con l'avvertimento in caso di inosservanza parziale e la censura in caso di inosservanza totale. Una riga come "Formazione continua ODG: triennio 2023-2025 assolto, 62 crediti di cui 24 deontologici" dice a chi legge che sei in regola e che non dovrà occuparsene.

Contratto e forma del rapporto: chiamali con il nome giusto

L'ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico è stato firmato il 18 dicembre 2024 da FNSI con ANSO e FISC, con vigenza dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 e un aumento a regime di 100 euro lordi al mese su 13 mensilità. Chi ha lavorato sotto contratto giornalistico ha tutto l'interesse a indicarlo, perché distingue una collaborazione strutturata da una occasionale.

Se sei freelance non nasconderlo dietro parole generiche. "Collaborazione autonoma con partita IVA" e "contratto di collaborazione coordinata e continuativa" sono due cose diverse e chi seleziona vuole sapere quale delle due. Se hai fatto anche ufficio stampa o comunicazione istituzionale, tienilo in una sezione separata: per una redazione è esperienza laterale, per un concorso da addetto stampa nella pubblica amministrazione è il cuore della candidatura.

Gli annunci arrivano da canali diversi rispetto ad altri settori. Oltre a Indeed e LinkedIn valgono le bacheche degli Ordini regionali, le newsletter di settore come Prima Comunicazione, i bandi delle testate online locali associate ad ANSO e, per il pubblico, i concorsi da giornalista pubblicati sui portali istituzionali. Per il resto, la candidatura spontanea via email al caporedattore con due link in fondo continua a funzionare meglio di qualsiasi form.

Prima di inviarlo

Tre controlli veloci. Il numero di tessera e l'Ordine regionale devono corrispondere esattamente a quanto compare nell'Albo unico. Il portfolio deve avere link che si aprono davvero, non URL morti di siti riprogettati nel frattempo. E la lettera di presentazione deve contenere un'idea di pezzo pensata per quella testata, perché in questo mestiere la proposta vale più di qualsiasi dichiarazione di passione.

Se il CV è fermo da mesi, ricostruirlo partendo da una struttura già ordinata è più rapido che sistemare un vecchio file: con Laddro puoi rimettere in fila elenco, percorso, portfolio e formazione continua senza perdere mezza giornata sulla formattazione.

Pronto a creare il tuo CV?

L'editor guidato ti fa le domande giuste e scrive ogni sezione con te. Modelli testati per gli ATS, senza pagina bianca, senza account per iniziare.

Crea il tuo CV