Curriculum da osteopata: esempio ed elenco speciale
Come scrivere il curriculum da osteopata dopo il DPCM del 2026: elenco speciale ESE, ore di tirocinio e CFU, profilo DPR 131/2021, ECM ed esempio da copiare.
Laddro Team

Per vent'anni l'osteopata italiano ha scritto il curriculum nel modo in cui si scrive quello di chi non ha una casella in cui stare: tanta formazione, tante sigle di scuole private, poca possibilità di farsi verificare. Dal 14 settembre 2026 quella fase è finita. La Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP ha aperto in quella data le domande di iscrizione agli Elenchi speciali ad esaurimento degli osteopati, e da quel momento la prima domanda che un titolare di studio o un poliambulatorio si fa davanti al tuo CV non è più "dove hai studiato", è "sei dentro o sei fuori".
Il quadro normativo si è chiuso prima. Il DPCM del 25 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026, ha definito i criteri di valutazione dell'esperienza professionale e l'equipollenza dei titoli pregressi alla laurea abilitante, completando il percorso aperto dall'articolo 7 della legge 3/2018. Il Registro degli Osteopati d'Italia stima in circa 15.000 i professionisti che possono accedere agli elenchi. Sono 15.000 curriculum che nei prossimi mesi diranno tutti la stessa cosa nello stesso modo, e in quella folla si distingue chi scrive con precisione.
La riga che decide tutto: la tua posizione giuridica
Metti la posizione in cima, sotto il nome, prima di qualsiasi altra cosa. Non nelle ultime righe accanto alla privacy. Chi legge vuole chiudere quella domanda in tre secondi.
Tre situazioni, tre formulazioni diverse.
Se hai presentato la domanda e sei in attesa della delibera del Consiglio direttivo dell'Ordine territoriale, scrivi esattamente questo: "Osteopata. Domanda di iscrizione all'Elenco speciale ad esaurimento presentata il 18 settembre 2026 all'Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Lodi, Monza e Brianza, istruttoria in corso." La data e l'Ordine di riferimento valgono più di qualsiasi aggettivo.
Se l'iscrizione è già stata deliberata, scrivi il numero e la data: "Osteopata iscritto all'Elenco speciale ad esaurimento, Ordine TSRM e PSTRP di Bologna, n. 0000 dal 6 ottobre 2026."
Se hai anche una laurea sanitaria, e molti colleghi ce l'hanno, dichiara entrambe le posizioni su due righe separate, perché sono due albi diversi con due numeri diversi. "Fisioterapista, iscritto all'albo dei Fisioterapisti dell'Ordine TSRM e PSTRP di Torino, Aosta, Alessandria e Asti n. 0000" e sotto la riga sull'elenco speciale. Molti annunci italiani cercano proprio questa doppia posizione: uno studio di Ozzano dell'Emilia pubblicato su Applavoro chiede testualmente "laurea in Fisioterapia e diploma o specializzazione in Osteopatia", con collaborazione in partita IVA sul turno pomeridiano.
Se il titolo l'hai preso all'estero non scrivere "in attesa di iscrizione all'elenco speciale", perché quella strada non è la tua: la Federazione precisa che chi ha conseguito il titolo fuori dall'Italia deve chiedere il riconoscimento al Ministero della Salute, non presentare domanda di ESE. Scrivi quindi "riconoscimento del titolo professionale in corso presso il Ministero della Salute", con la data di presentazione dell'istanza.
La formazione va riscritta in ore e CFU
Qui cambia il modo di compilare la sezione. Fino a ieri bastava il nome della scuola e gli anni. Adesso i numeri che contano sono quelli che la Federazione chiede nel piano di studi, e chi seleziona li ha imparati a memoria perché sono gli stessi che ha dovuto caricare per sé.
La Federazione distingue due percorsi. Per chi accede con il diploma di scuola secondaria superiore servono almeno 2.400 ore di formazione teorica, pari a 96 CFU, più 1.000 ore di tirocinio pratico, pari a 40 CFU, nell'ambito dell'osteopatia muscoloscheletrica. Per chi accede con una laurea in una professione sanitaria le ore teoriche scendono a 1.500, pari a 60 CFU, restando invariate le 1.000 ore di tirocinio.
Quindi la voce del CV diventa questa, e non c'è nessun motivo per abbreviarla:
"Diploma in Osteopatia, Istituto Superiore di Osteopatia, Milano, 2016 al 2021. Percorso quinquennale part time, 2.560 ore di formazione teorica e 1.120 ore di tirocinio clinico in ambito muscoloscheletrico. Docenti delle materie cliniche laureati in Medicina e Chirurgia."
Quell'ultima frase sembra un dettaglio burocratico e invece è il secondo controllo che la Federazione chiede nella documentazione, cioè la qualifica dei docenti. Chi ha già fatto la domanda lo riconosce subito e capisce che il tuo fascicolo è in ordine.
Se sei sotto le 1.000 ore di tirocinio, non nasconderlo: hai un'altra strada e va dichiarata. La Federazione consente di integrare con la documentazione di almeno 36 mesi di attività professionale, anche non continuativi, svolti tra il 15 febbraio 2018 e il 22 maggio 2028, provati da fatture, apertura di partita IVA o contratti di lavoro. Nel CV diventa una riga asciutta: "Tirocinio curriculare 800 ore, integrate ai fini dell'ESE con 52 mesi di attività professionale documentata dal 2019." Attenzione a un dettaglio pratico che gli Ordini territoriali hanno ricordato più volte: se carichi fatture come prova, i dati identificativi dei pazienti vanno oscurati prima di allegarle.
Le competenze: usa il vocabolario del DPR 131/2021
Il profilo professionale dell'osteopata è nel decreto del Presidente della Repubblica 131 del 7 luglio 2021. È il testo che definisce cosa puoi fare, e usarne le parole nel CV ti rende leggibile a chi viene dal mondo sanitario regolato.
Il decreto descrive l'osteopata come il professionista che opera "in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie" con interventi di prevenzione e mantenimento della salute, attraverso il trattamento delle disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie, nell'ambito dell'apparato muscoloscheletrico. E precisa che la valutazione osteopatica si fa "attraverso l'osservazione, la palpazione percettiva e i test osteopatici", in riferimento alla diagnosi che resta di competenza medica.
Da qui escono quattro voci di competenza che puoi scrivere senza inventare niente: valutazione osteopatica con osservazione, palpazione percettiva e test; pianificazione del trattamento con tecniche manuali selezionate sul singolo paziente; esecuzione del trattamento manipolativo con modalità esclusivamente manuali, non invasive ed esterne; educazione del paziente all'autogestione e alla prevenzione. Chi legge capisce che conosci i confini del tuo mandato, che è esattamente la preoccupazione numero uno di un direttore sanitario quando inserisce un osteopata in una struttura con medici e fisioterapisti.
L'esperienza: fai vedere il volume, non gli aggettivi
Questo è il punto in cui quasi tutti i curriculum da osteopata si assomigliano, perché raccontano l'attività invece di misurarla. Esempio reale di riscrittura.
Prima: "Attività libero professionale presso studio privato. Trattamento di pazienti adulti e pediatrici con approccio globale e personalizzato."
Dopo: "Studio associato di Osteopatia, Verona, 2019 a oggi. Attività libero professionale, media di 45 trattamenti a settimana su agenda propria. Ambulatorio pediatrico il martedì, circa 8 neonati e lattanti a seduta breve. Percorsi concordati con due medici di medicina generale e un fisiatra della zona per i casi di lombalgia aspecifica, con relazione scritta al medico inviante."
La seconda versione dice tre cose che il titolare di uno studio vuole sapere prima di richiamarti: quanto lavori, su quali fasce di pazienti, e se sai stare dentro una rete con altri professionisti. L'ultima è quella che pesa di più adesso che l'osteopata entra ufficialmente nel sistema delle professioni sanitarie.
Se lavori con società sportive, scrivi la categoria e il calendario, non il nome della disciplina: "Osteopata di riferimento per una squadra di Serie C femminile, stagione 2024 e 2025, presenza a bordo campo e due sedute settimanali di recupero."
La voce nuova del tuo CV: gli ECM
Con l'ingresso nel sistema ordinistico arriva un obbligo che prima non avevi. L'obbligo formativo ECM decorre dall'anno solare successivo all'iscrizione all'albo, e la Commissione nazionale per la formazione continua, con la delibera approvata nella seduta del 5 marzo 2026, ha fissato in 150 crediti il debito formativo per il triennio 2026 al 2028, secondo il documento pubblicato da Agenas. La stessa delibera prevede riduzioni per chi arriva da un triennio precedente ben gestito, fino a 30 crediti per chi ne ha maturati tra 121 e 150 nel triennio 2023 al 2025.
Nel CV apri una sezione dedicata anche se sei all'inizio: "Formazione continua ECM: profilo COGEAPS attivo, 24 crediti acquisiti nel 2026." Sembra poco, ma segnala che conosci il sistema e che non dovrai essere accompagnato per mano. Nei poliambulatori strutturati è una cosa che chiedono al secondo colloquio.
Gli annunci italiani chiedono un'altra cosa che il CV di solito tace
Guarda come sono scritte le offerte. Su Indeed le posizioni aperte per osteopata in Italia si contano a decine, e la gran parte sono collaborazioni in partita IVA dentro strutture di altri: studi di fisioterapia, poliambulatori medico dentistici che allargano i servizi, centri fitness. Su Applavoro una ASD di Concorezzo, in Brianza, offre addirittura l'uso in convenzione della sala trattamenti.
In questo tipo di offerte la domanda implicita è sempre la stessa: porti pazienti tuoi? Molti annunci lo dicono apertamente, esprimendo una preferenza per chi ha un pacchetto proprio. Se la risposta è sì, va scritta, e in modo sobrio: "Portafoglio pazienti attivo di circa 120 persone nell'area di Monza, disponibile al trasferimento presso la nuova sede." Se la risposta è no perché stai iniziando, sposta il peso sulla disponibilità oraria e sulla copertura delle fasce che gli studi faticano a coprire, cioè la pausa pranzo, il tardo pomeriggio e il sabato mattina.
Gli errori che ti costano la chiamata
Il primo è usare la parola "terapia" al posto di "trattamento" e "diagnosi" al posto di "valutazione". Il DPR 131/2021 è preciso su questo, e in una struttura sanitaria una parola fuori posto fa pensare che tu non conosca i tuoi limiti.
Il secondo è elencare quindici corsi brevi di tecniche senza mai scrivere le ore del percorso principale. Dopo il DPCM contano prima le ore del corso base, poi tutto il resto.
Il terzo è lasciare il CV fermo a com'era a giugno. Fra la domanda presentata e la delibera dell'Ordine passa del tempo, e ogni passaggio va aggiornato: domanda presentata, iscrizione deliberata, numero assegnato. Un file che dice ancora "osteopata D.O." e basta, nell'autunno 2026, racconta di una persona che non ha seguito la cosa più importante successa alla sua professione.
Il quarto è dimenticare che il tuo CV adesso può finire anche fuori dallo studio privato. Con l'inquadramento come professione sanitaria si apre nel tempo la strada alle strutture pubbliche e accreditate, dove il curriculum viene letto per punti e titoli, non a sensazione. Tenere le ore, i CFU, i numeri di iscrizione e i crediti ECM già scritti nero su bianco è il modo più semplice per essere pronto quel giorno.
Se vuoi partire da una struttura già pulita invece che da un foglio bianco, puoi costruire il documento su Laddro e riempire le sezioni una alla volta.