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Curriculum da saldatore: esempio, patentini e CCNL

Come scrivere un curriculum da saldatore in Italia: patentini UNI EN ISO 9606, processi 111, 135 e 141, livello CCNL e un profilo di esempio da copiare.

8 min di lettura
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Nelle carpenterie e nelle officine meccaniche il problema non è ricevere curriculum. È riceverne uno che dica qualcosa. Il bollettino Excelsior di Unioncamere di luglio 2026 classifica come difficili da reperire il 42 percento delle figure che le imprese cercano, e nella metallurgia e nelle costruzioni la quota sale al 62,6 percento. Nel bollettino di settembre 2026 lo stesso sistema informativo conta 565 mila entrate programmate dalle imprese in un solo mese.

Se sai saldare e hai i patentini in corso di validità, quindi, non stai chiedendo un favore a nessuno. Il guaio è che il CV medio da saldatore non permette a chi legge di capirlo. Tre righe generiche ("saldatura di carpenteria leggera e pesante"), nessun processo, nessuno spessore, nessuna norma. Chi seleziona non ha alcun elemento per chiamare te invece del curriculum successivo.

Qui trovi come si scrive un curriculum da saldatore che arriva alla telefonata, con un profilo di esempio e un blocco esperienza già pronto da adattare.

Chi legge davvero il tuo curriculum

Nelle piccole carpenterie legge il titolare o il capo officina. Nelle aziende strutturate legge prima un ufficio del personale e poi il responsabile di produzione, e spesso passa anche dalle mani del coordinatore di saldatura, la figura qualificata secondo la UNI EN ISO 14731 che le imprese devono avere per lavorare in regime EN 1090 o EN 15085.

Sono tre lettori diversi con la stessa domanda: questa persona può saldare i nostri giunti, sui nostri materiali, con i nostri spessori, senza farci rifare il pezzo? Tutto quello che scrivi dovrebbe rispondere a quella domanda. Il resto è riempitivo.

C'è poi un quarto lettore, sempre più frequente: il software di selezione delle agenzie per il lavoro, che cerca stringhe esatte come "ISO 9606", "MAG", "TIG" o "135". Se scrivi solo "saldatura a filo" e l'annuncio chiede "135", rischi di non comparire nemmeno nell'elenco.

I patentini: la sezione che decide tutto

Mettila in alto, subito sotto il profilo, non in fondo dopo gli hobby. Per un saldatore è la sezione più letta del curriculum.

La norma di riferimento per gli acciai è la UNI EN ISO 9606-1, mentre per l'alluminio e le sue leghe si usa la UNI EN ISO 9606-2. Il certificato non è eterno: secondo la UNI EN ISO 9606-1 la validità è di tre anni, a condizione che il datore di lavoro o il responsabile delle attività di saldatura ne confermi la validità ogni sei mesi. Se l'azienda è certificata UNI EN ISO 3834, la stessa norma prevede la possibilità di una validità prolungata con la medesima conferma semestrale. In ogni caso, se smetti di saldare con quel processo per più di sei mesi la qualifica decade e serve un nuovo esame.

Questo ti serve per due motivi. Primo: prima di inviare il CV controlla le date, perché un patentino scaduto scritto come valido è il modo più veloce per bruciarti la credibilità in colloquio. Secondo: se un tuo certificato è decaduto, scrivilo lo stesso indicando l'anno dell'esame, perché per chi seleziona "già qualificato in passato, da riqualificare" vale molto più di un profilo senza alcuna esperienza certificata.

Scrivi ogni patentino sempre con gli stessi sei elementi: norma, processo, materiale, spessore, posizione, ente e data. Così:

Patentino UNI EN ISO 9606-1, processo 135 (MAG filo pieno), acciaio al carbonio gruppo 1.2, spessore da 3 a 20 mm, posizioni PA, PB, PF, rilasciato da RINA il 14 marzo 2025, conferma semestrale aggiornata.

Tre righe di questo tipo valgono più di mezza pagina di aggettivi.

Traduci le sigle, poi lasciale

I numeri dei processi arrivano dalla UNI EN ISO 4063, che assegna un codice a ogni procedimento: 111 è la saldatura ad arco con elettrodo rivestito, 135 la MAG con filo pieno, 136 la MAG con filo animato, 141 la TIG con elettrodo di tungsteno.

In azienda tutti usano i numeri. Nei portali di annunci, invece, metà delle offerte scrive "TIG" e "MIG/MAG" e l'altra metà scrive "141" e "135". Per questo nel CV vanno messi entrambi, una volta sola: "141 (TIG)", "135 (MAG filo pieno)". Copri il linguaggio dell'officina e quello di chi ha scritto l'annuncio senza sembrare ridondante.

Stesso ragionamento per i materiali. Non scrivere "vari materiali". Scrivi acciaio al carbonio, inox AISI 304 e 316, alluminio serie 5000 e 6000, e se hai lavorato su spessori sottili o su tubazioni dillo, perché sono le due cose che fanno la differenza tra un saldatore e l'altro.

EN 1090, EN 15085 e ISO 3834: perché cambiano le tue possibilità

Sono certificazioni aziendali, non tue, ma nel curriculum pesano.

La EN 1090 riguarda la marcatura CE delle strutture in acciaio e alluminio, e la EN 15085 il settore ferroviario. Come ricorda RINA nella sua documentazione sulla EN 15085, in ambito ferroviario nessun giunto può essere realizzato se l'addetto non ha un patentino valido secondo la ISO 9606-1, e l'azienda deve disporre di saldatori qualificati per ogni processo che utilizza, di procedure qualificate secondo la ISO 15614-1 e di un coordinatore di saldatura ISO 14731.

Se hai lavorato in un'officina che opera in uno di questi regimi, scrivilo nell'esperienza: "carpenteria in regime EN 1090-2, classe di esecuzione EXC2". Chi legge capisce immediatamente che sei abituato a WPS, rintracciabilità dei materiali e controlli, cioè alla parte noiosa del mestiere che molti candidati non hanno mai fatto.

Il profilo in alto: prima e dopo

Il riepilogo di apertura è lo spazio in cui chi legge decide se continuare. Quattro righe, nessun aggettivo.

Prima

Saldatore con pluriennale esperienza nel settore metalmeccanico, serio, preciso e affidabile, disponibile al lavoro su turni e in trasferta. Ottime capacità di lavorare in team.

Questo profilo si può incollare sul curriculum di chiunque, ed è esattamente il problema.

Dopo

Saldatore con 9 anni in carpenteria media e pesante. Processi 135 e 111 su acciaio al carbonio, 141 su inox AISI 304 e 316. Spessori da 2 a 25 mm, posizioni PA, PB, PC e PF. Patentini UNI EN ISO 9606-1 in corso di validità (135 e 141, RINA). Lettura autonoma di disegno meccanico e WPS, esperienza in officina certificata EN 1090-2.

Stessa persona, stesse righe, un curriculum completamente diverso.

L'esperienza: togli le mansioni, metti i numeri

Chi legge sa già cosa fa un saldatore. Quello che non sa è su cosa hai saldato e con quale resa.

Prima

Saldatore presso carpenteria metallica. Saldatura di strutture in acciaio, utilizzo di saldatrice a filo ed elettrodo, montaggio e rifinitura.

Dopo

Saldatore, Officine Bonetti Srl, Brescia, marzo 2021 a oggi Saldatura MAG (135) di telai e supporti in acciaio S275 e S355, spessori da 4 a 18 mm, su commessa per tre clienti del settore movimento terra. Lettura del disegno e della WPS, preparazione dei lembi, puntatura e montaggio su dima. Media di 22 telai a settimana con tasso di riparazione sotto il 2 percento sui controlli visivi interni. Affiancamento di due apprendisti sulla puntatura e sulla preparazione dei lembi.

Se non hai numeri esatti, usa quelli che puoi ricostruire onestamente: pezzi per turno, metri lineari di cordone, percentuale di pezzi tornati indietro. Nessuno ti chiederà il certificato, ma in colloquio ti chiederanno di raccontarli, quindi scrivi solo cifre che sai difendere.

Il livello CCNL: scrivilo, ti fa prendere sul serio

Il CCNL Metalmeccanica Industria firmato da Federmeccanica e Assistal usa una scala a nove livelli, da D1 ad A1. Dal 1 giugno 2026 i nuovi minimi tabellari mensili vanno da 1.784,94 euro lordi per il livello D1 a 2.907,01 euro per l'A1, con il C1 a 2.022,12 euro, il C2 a 2.064,88 e il C3 a 2.211,43 secondo le tabelle diffuse dalla FIM CISL a giugno 2026. L'aumento è stato calcolato sull'indice IPCA NEI rilevato dall'ISTAT per il 2025, pari all'1,9 percento.

Sul mercato reale i valori sono un'altra cosa: la pagina sugli stipendi di Indeed Italia, aggiornata al 7 settembre 2026 su circa 1.400 retribuzioni segnalate, indica per il ruolo di saldatore una media di 1.694 euro al mese, con Livorno a 2.282 euro, Brescia a 1.898 e Modena a 1.804.

A cosa ti serve nel CV? A due cose. Scrivere il tuo inquadramento attuale così com'è in busta paga toglie ambiguità a chi deve farti un'offerta e ti evita di essere richiamato per una posizione pagata meno di quella che hai. E conoscere i minimi ti dà un riferimento concreto quando in colloquio arriva la domanda sulle aspettative economiche.

Formato, foto e privacy

Due pagine sono il massimo, una sola se hai meno di cinque anni di esperienza. Invia sempre un PDF, con il nome del file scritto per esteso, ad esempio Rossi_Marco_CV_Saldatore.pdf, perché in una casella con centoventi allegati chiamati cv.pdf il tuo diventa invisibile.

La foto non è obbligatoria e in officina non aggiunge nulla: se la metti, deve essere una foto neutra da tessera. In fondo aggiungi l'autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679, perché molte aziende italiane la cercano ancora per abitudine e la sua assenza fa sembrare il CV incompleto.

Dove mandarlo

Per questo mestiere le agenzie per il lavoro restano il canale numero uno: iscriviti di persona nelle filiali della tua zona industriale, perché nella metalmeccanica la chiamata parte spesso dal database interno e non dall'annuncio pubblicato. Accanto a quello tieni attivi Indeed, LinkedIn e la sezione lavoro di Subito, dove pubblicano molte officine piccole.

Vale la pena registrarsi anche su SIISL, la piattaforma del Ministero del Lavoro gestita dall'INPS a cui si accede con SPID o CIE: dal 1 luglio 2026 i datori di lavoro devono pubblicare lì l'offerta per poter accedere agli incentivi contributivi sulle assunzioni, quindi una parte crescente delle posizioni passa da quel canale.

Infine, la candidatura spontanea nelle zone a densità metalmeccanica (il bresciano, il vicentino, il modenese, il pordenonese) funziona ancora, a patto che arrivi via email a una persona e non al modulo del sito.

La verifica di due minuti prima di inviare

Rileggi il CV con questa lista: i patentini sono in alto con norma, processo, materiale, spessore, posizione, ente e data; ogni sigla ha il numero e il nome accanto; i materiali sono citati per designazione e non come "vari"; ogni esperienza ha almeno un numero; il livello CCNL è indicato; il file è un PDF con il tuo cognome nel nome.

Se vuoi partire da una struttura già impostata invece che da un foglio bianco, puoi creare il tuo curriculum con Laddro e concentrarti solo su ciò che fa la differenza: i processi, gli spessori e le date dei patentini.

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