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Curriculum da dietista: esempio, albo e concorsi

Come scrivere un curriculum da dietista: esempio di riepilogo, numero di albo TSRM PSTRP, crediti ECM, punteggio dei titoli in concorso e CV per il privato.

9 min di lettura
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In nessun'altra professione sanitaria italiana il curriculum deve fare così tanto lavoro di chiarimento. La Commissione di albo nazionale dei Dietisti, dentro la Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, descrive il settore della nutrizione in Italia come "una vera e propria giungla formativa, caratterizzata da un ampio numero di percorsi di studio (corsi di laurea, di specializzazione e master), aperti alle più disparate figure professionali, spesso di estrazione per nulla inerente alla nutrizione". Quel disordine arriva fino alla scrivania di chi legge la tua candidatura.

Risultato pratico: chi seleziona apre il tuo CV e la prima cosa che cerca non sono le tue competenze, è capire cosa sei dal punto di vista giuridico. Dietista laureato e iscritto all'albo, oppure una delle tante figure che si presentano con la parola "nutrizionista", che come ricorda lo stesso documento della Federazione "non identifica dal punto di vista legale/giuridico nessun professionista, né a livello nazionale né internazionale". Se il tuo curriculum non chiude quella domanda nelle prime due righe, perde il vantaggio che ti sei guadagnato con tre anni di tirocinio.

Prima di scrivere, scegli il canale

Il documento di posizionamento della Federazione elenca quattro ambiti occupazionali per il dietista, e non si leggono allo stesso modo.

Le strutture del Servizio sanitario nazionale: servizi di dietetica e nutrizione clinica, reparti e ambulatori per malattie metaboliche, nefropatie, obesità, disturbi alimentari, oncologia, gastroenterologia, più i Dipartimenti di prevenzione e i Servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione. Qui si entra quasi sempre per concorso, e il curriculum si compila dentro una domanda telematica.

Le RSA e gli istituti per anziani, dove il lavoro ruota attorno a disfagia, malnutrizione, piani nutrizionali personalizzati e rapporti con la cucina interna.

La ristorazione collettiva scolastica, ospedaliera, socio-assistenziale e aziendale, che assume attraverso le società appaltatrici e guarda capitolati, diete speciali e numero di pasti.

Gli studi professionali privati, i poliambulatori e le strutture convenzionate, dove conti tu, la tua agenda e il passaparola.

Un curriculum unico che prova a parlare a tutti e quattro finisce per non convincere nessuno. Tieni un documento base e cambia riepilogo, ordine delle esperienze e competenze in evidenza a seconda di dove lo mandi.

Titolo e albo: le due righe sotto il nome

Il titolo abilitante è la laurea triennale in Dietistica, classe L/SNT3. Il piano formativo, come descritto dalla Federazione TSRM e PSTRP, prevede 3.000 ore di teoria e 1.500 ore di tirocinio pratico, e l'esame finale ha valore di esame di Stato abilitante all'esercizio della professione. Non esiste quindi una prova separata da sostenere dopo la laurea: se qualcuno te l'ha detto, stava confondendo il tuo percorso con un altro.

Con la legge 11 gennaio 2018 n. 3 l'iscrizione all'albo istituito presso l'Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione è diventata obbligatoria per esercitare. Mettila in alto, non in fondo:

Laurea in Dietistica (classe L/SNT3), Università di Bologna, 2021 Iscritta all'Albo dei Dietisti, Ordine TSRM e PSTRP di Bologna, n. 000/2021

Due righe, e la domanda che il selezionatore si stava facendo è chiusa.

Il riepilogo professionale, riscritto

La versione che circola di più:

Dietista dinamica e appassionata di sana alimentazione, con ottime capacità relazionali e forte propensione al lavoro in team, alla ricerca di nuove opportunità nel settore della nutrizione.

Non contiene un solo fatto verificabile. Ecco la stessa candidata riscritta per un servizio di dietetica ospedaliero:

Dietista con quattro anni in un servizio di dietetica e nutrizione clinica: ambulatorio nefrologico e diabetologico, circa 18 pazienti al giorno, più consulenza nutrizionale nei reparti di medicina interna e oncologia. Valutazione dello stato nutrizionale, calcolo dei fabbisogni e monitoraggio degli esiti secondo il Nutrition Care Process. Gestione delle diete speciali del capitolato di ristorazione ospedaliera.

Tre righe, cinque fatti. I numeri devono essere i tuoi: prendili dal registro dell'ambulatorio o dalla relazione annuale della struttura e usa un ordine di grandezza che riesci a difendere al colloquio.

Il DM 744/94 ti detta la sezione competenze

Il profilo professionale è ancora quello del decreto ministeriale 14 settembre 1994 n. 744, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 1995. L'articolo 1 comma 2 elenca sei atti di competenza: organizzare e coordinare le attività relative all'alimentazione e alla dietetica; collaborare con gli organi preposti all'aspetto igienico sanitario del servizio di alimentazione; elaborare, formulare e attuare le diete prescritte dal medico controllandone l'accettabilità; collaborare al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare; studiare la composizione di razioni alimentari per gruppi di popolazione e pianificare i servizi di alimentazione di comunità; svolgere attività didattico-educativa sull'alimentazione corretta.

Quelle sei lettere sono la griglia migliore per la tua sezione competenze, ma non vanno copiate e incollate. Vanno tradotte in cose che hai fatto davvero, con il contesto accanto.

C'è poi un passaggio che vale la pena conoscere prima di un colloquio, perché è dove i candidati si vendono male. La Federazione chiarisce che le attività delle lettere a), e) ed f) "si svolgono in piena autonomia e non richiedono prescrizione, né presenza del medico", e che per la lettera c) la prescrizione e la diagnosi restano del medico mentre l'elaborazione, la formulazione e l'attuazione della dieta sono competenza tua. Aggiunge che "le prestazioni relative alla valutazione dello stato nutrizionale, alla rilevazione delle abitudini alimentari e degli introiti ed alla determinazione dei fabbisogni nutrizionali, rientrano nelle competenze specifiche del Dietista e si svolgono anche in assenza della prescrizione medica". Scrivi il CV con quella precisione: né "prescrivo diete", che non è vero, né "collaboro con il medico", che ti svuota.

Esperienza: prima e dopo

Prima: "Elaborazione di piani alimentari personalizzati." Dopo: "Elaborazione di piani nutrizionali in ambulatorio di nefrologia, circa 60 pazienti in dialisi seguiti in modo continuativo; rivalutazione trimestrale su peso secco, esami ematochimici e diario alimentare."

Prima: "Attività in ristorazione scolastica." Dopo: "Dietista di commessa su tre cucine scolastiche, circa 2.400 pasti al giorno; stesura dei menu stagionali e delle tabelle dietetiche, gestione di 140 diete speciali fra allergie, intolleranze e motivi etico-religiosi, verifica del rispetto del capitolato comunale."

Prima: "Educazione alimentare." Dopo: "Conduzione di 12 incontri di educazione alimentare all'anno in scuole secondarie di primo grado, gruppi di 25 studenti, con materiale didattico prodotto internamente e questionario di gradimento a fine ciclo."

La regola è sempre la stessa: contesto, volume, cosa facevi tu senza che qualcuno te lo dicesse. Se una riga non risponde ad almeno due di queste tre domande, accorciala.

Il CV per il concorso: dove si vincono i punti

Nel comparto sanità i concorsi seguono il DPR 27 marzo 2001 n. 220. L'articolo 8 fissa 100 punti complessivi, ripartiti in 30 punti per i titoli e 70 per le prove, e le prove si dividono in 30 punti per la scritta, 20 per la pratica e 20 per l'orale. I 30 punti dei titoli si distribuiscono fra quattro categorie: titoli di carriera, titoli accademici e di studio, pubblicazioni e titoli scientifici, curriculum formativo e professionale. La ripartizione esatta fra le quattro non è fissa: lo stesso articolo dice che "è stabilita in sede di bando di concorso", quindi il primo documento da leggere è sempre il bando, non una guida generica.

L'articolo 11 spiega come si contano i titoli di carriera, e sono regole che cambiano il modo in cui scrivi le date. Il servizio reso nel profilo della categoria inferiore vale al massimo il 50% di quello reso nel profilo a concorso. Le frazioni di anno si valutano a mese, considerando mese intero i periodi continuativi di trenta giorni o le frazioni superiori a quindici. Il part time si valuta in proporzione all'orario previsto dal contratto collettivo. Tradotto: scrivi giorno, mese e anno di inizio e fine di ogni rapporto, indica la percentuale del part time e il profilo esatto con cui eri inquadrata. Indicare soltanto gli anni ti costa punti veri.

Il concorso per quattro posti di dietista bandito dalla ASL Roma 6 nel 2026, con scadenza il 10 settembre, dà la misura del formato: domanda solo online sulla piattaforma dedicata con accesso SPID, contributo di 10 euro, PEC obbligatoria per tutte le comunicazioni, prova scritta, pratica e orale con la prova orale che comprende anche lingua inglese e informatica. Non si allega un PDF impaginato: si compila un modulo. Il tuo curriculum in quel contesto serve a te, come brutta copia ordinata da cui copiare senza dimenticare nulla.

ECM: 150 crediti da citare bene

L'obbligo formativo standard per il triennio 2026-2028 è di 150 crediti ECM, come indica Agenas nella scheda ufficiale sull'obbligo formativo. Sono previste riduzioni: 30 crediti a chi nel triennio 2023-2025 ne ha maturati fra 121 e 150, 15 crediti a chi ne ha maturati fra 80 e 120, più i bonus legati al Dossier formativo, 40 crediti per quello individuale e 30 per quello di gruppo, non cumulabili fra loro.

Nel CV non elencare venti corsi. Metti una riga con il triennio e la posizione rispetto all'obbligo, poi tre o quattro corsi scelti per attinenza: disfagia, nutrizione artificiale, disturbi del comportamento alimentare, HACCP, nutrizione oncologica. Nei concorsi questi corsi finiscono nel curriculum formativo e professionale, e il DPR 220 precisa che in quella categoria rientrano i corsi "qualificati con riferimento alla durata e alla previsione di esame finale". Quindi indica sempre ore ed eventuale esame.

Il privato legge un CV diverso

Il mercato privato esiste e non è piccolo: su Jooble, consultato il 22 settembre 2026, gli annunci italiani per dietista erano 1.061, con una prevalenza netta di ristorazione scolastica e collettiva, catene di poliambulatori, farmacie e collaborazioni a partita IVA, molti dei quali part time.

Per la ristorazione collettiva aggiungi pasti al giorno, numero di centri cottura seguiti, diete speciali gestite, conoscenza dei capitolati e dell'HACCP. Per le RSA parla di screening della malnutrizione, disfagia, consistenze modificate e collaborazione con infermieri e cucina. Per lo studio privato servono partita IVA, software di elaborazione dietetica, plicometria o bioimpedenziometria se le usi, e un numero onesto di pazienti seguiti.

Su forma e formato valgono le regole italiane di sempre: due pagine al massimo, PDF, nessun modello Europass a meno che il bando non lo chieda esplicitamente, come spiegato in Europass o CV moderno. Sulla fotografia puoi decidere liberamente, e le ragioni per lasciarla fuori sono raccontate in Foto e privacy nel curriculum.

Tre errori che costano il colloquio

Il primo è presentarsi come "nutrizionista" perché sembra più commerciale. Rinunci al titolo protetto e al numero di albo, cioè alle tue due uniche garanzie.

Il secondo è copiare le sei lettere del DM 744/94 come elenco di mansioni. Chi seleziona le conosce a memoria e capisce subito che non hai niente di tuo da raccontare.

Il terzo è il CV generico mandato a un concorso e a una società di ristorazione con lo stesso testo. Nel primo caso servono date precise e titoli documentabili, nel secondo servono volumi e capitolati. Sono due documenti diversi.

Se vuoi partire da una struttura già impostata e concentrarti solo sui contenuti, puoi scrivere il tuo con Laddro e tenere le versioni separate per concorso, RSA e ristorazione collettiva.

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